Il Governo interviene in materia di immigrazione con il decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, introducendo modifiche urgenti ai programmi di rimpatrio volontario assistito. Il provvedimento, già in vigore dal 25 aprile, aggiorna in particolare le disposizioni contenute nel Testo unico sull’immigrazione, con l’obiettivo di rendere più efficiente il sistema di assistenza agli stranieri che scelgono di rientrare nel proprio Paese d’origine.
Tra le novità principali, viene eliminato il riferimento al Consiglio nazionale forense nelle procedure, mentre viene ridefinito il meccanismo di individuazione e remunerazione dei rappresentanti legali. Il decreto stabilisce infatti che al legale che assiste lo straniero nella richiesta e nel procedimento di rimpatrio sia riconosciuto un compenso pari al contributo economico previsto per le prime esigenze, secondo quanto sarà definito da un successivo decreto del Ministero dell’Interno.
Quest’ultimo dovrà essere adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento e servirà a dettagliare criteri e modalità operative dei programmi. Contestualmente, viene abrogata una parte della normativa precedente introdotta con il decreto-legge n. 23 del 2026, semplificando così il quadro regolatorio.
Dal punto di vista finanziario, il decreto prevede uno stanziamento complessivo di oltre 280 mila euro per il 2026 e circa 561 mila euro annui per il 2027 e il 2028. Le risorse saranno reperite in parte attraverso economie derivanti dall’abrogazione delle norme precedenti e in parte mediante riduzioni di fondi già previsti nel bilancio del Ministero dell’Economia.
Il testo sarà ora trasmesso alle Camere per la conversione in legge, passaggio necessario per la sua definitiva conferma.
Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale