Attraverso il servizio di prestito librario, questi luoghi garantiscono tutto l’anno un accesso gratuito alla letteratura, supplendo, seppur in misura parziale, alle difficoltà economiche che possono frenare l’acquisto di libri da parte di fasce più vulnerabili della popolazione.
I dati ISTAT fotografano una realtà in chiaroscuro. A livello nazionale, il prestito librario rimane l’attività più praticata dagli utenti delle biblioteche pubbliche: oltre il 57% di chi frequenta una biblioteca dichiara di farlo principalmente per prendere libri in prestito. Tuttavia, la fruizione complessiva è ancora contenuta: nel 2022 solo il 10,2% della popolazione italiana di 3 anni e più si è recata in biblioteca almeno una volta nel corso dell’anno, un dato in ripresa rispetto al 7,4% del 2021 ma ancora lontano dal 15,3% pre-pandemia del 2019.
Il divario geografico è particolarmente marcato nel Mezzogiorno. Secondo i dati ISTAT, più della metà delle biblioteche di pubblica lettura italiane si concentra al Nord (60,2%), mentre il Mezzogiorno ne ospita il 27,2%. Il gap si riflette sull’utenza: nel Nord-Est gli utenti delle biblioteche raggiungono il 21,7% della popolazione, mentre al Sud si fermano all’8,6% e nelle Isole al 9,1%. Regioni come la Sicilia (6,9%), la Campania (7,7%) e la Calabria (8,8%) si collocano in fondo alla classifica nazionale. Un dato che, come sottolinea l’ISTAT, è strettamente correlato all’offerta: dove le biblioteche sono meno diffuse e meno aperte, la fruizione cala di conseguenza.
Su questo fronte si stanno moltiplicando le iniziative istituzionali. Il bando “Biblioteche e Comunità”, promosso da Fondazione CON IL SUD e Centro per il libro e la lettura in collaborazione con ANCI, ha selezionato nella sua terza edizione (2024) 12 progetti per un milione di euro destinati a rafforzare 22 biblioteche comunali del Sud Italia, con interventi in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. L’obiettivo è trasformare le biblioteche da semplici depositi librari a veri e propri centri di inclusione sociale, con orari ampliati, laboratori creativi, aperitivi letterari per i giovani e spazi dedicati all’infanzia.
In questo quadro, il ruolo delle amministrazioni comunali è decisivo. Investire nelle biblioteche di pubblica lettura â garantendo orari adeguati, fondi per l’acquisto di nuovi volumi e servizi di prestito accessibili â significa costruire un ecosistema culturale che non dipende solo dai grandi eventi, ma che offre alla comunità un diritto permanente alla lettura. Festival come quello di Matera e biblioteche comunali non sono realtà alternative, ma dimensioni complementari di una stessa politica culturale locale.
Letteratura e innovazione: una sfida per i territori
La manifestazione di Matera “Lo scrittore, il libro, il lettore”, con il suo focus sull’intelligenza artificiale applicata all’editoria, si pone all’avanguardia di una tendenza sempre più diffusa: i festival letterari del Sud non sono più soltanto vetrine culturali, ma laboratori di idee dove si dibatte il futuro della scrittura, della lettura e della comunicazione. In questo senso, l’iniziativa della FUIS a Matera rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni â Regione, Provincia e Comune â e mondo associativo, capace di generare un’offerta culturale inclusiva e aperta a tutti.
Per le amministrazioni locali, investire in questi eventi significa non solo sostenere la cultura, ma anche promuovere il territorio, attrarre turismo culturale e rafforzare il senso di identità delle comunità. Un insegnamento che, da Conversano a Polignano, da Napoli a Matera, il Sud Italia sta già mettendo in pratica con crescente consapevolezza.