Eurostat: la laurea è lo scudo contro il divario occupazionale di genere
Lavoro 10 Marzo 2026, di lg
I dati evidenziano come la laurea riduca il gap lavorativo tra genitori, mentre per le donne con bassa scolarizzazione l’arrivo di figli segna l’uscita dal mercato del lavoro
Non è solo una questione di carriera, ma di tenuta del sistema sociale. Nel 2024, i dati Eurostat delineano un quadro inequivocabile:l’istruzione superiore rappresenta il principale fattore di resilienza per le donne nel mercato del lavoro europeo. Sebbene la genitorialità influenzi ancora profondamente le carriere, il titolo di studio elevato agisce come un correttore naturale, limitando quella forbice tra uomini e donne che, in assenza di competenze certificate, rischia di diventare un baratro.
Il peso della prole sulla bassa scolarizzazione
Il divario più allarmante si registra tra chi possiede unbasso livello di istruzione. In questo segmento, ogni figlio in più allontana progressivamente la donna dal posto di lavoro, mentre la posizione dell’uomo rimane stabile o si rafforza. Nello specifico, il divario occupazionale di genere per chi ha studiato meno esplode con la crescita del nucleo familiare:
1 figlio: divario del 26%
2 figli: divario del 36%
3 o più figli: divario del 42%
Anche chi possiede un livello di istruzione medio non è immune da questa dinamica, sebbene l’occupazione generale sia più alta rispetto ai profili meno scolarizzati, il gap si amplia quando la famiglia si allarga. Nelle famiglie con 3 o più figli, solo il59% delle donnelavora,contro il92% degli uomini, segnando un divario del 33%.
Il panorama cambia sensibilmente per le donne con un’istruzione superiore, in questo casola partecipazione al mercato del lavoro resta solida, anche se non raggiunge la parità con i colleghi uomini.
Nucleo Familiare
Occupazione Donne
Occupazione Uomini
Divario di Genere
2 figli
88%
97%
9%
3 o più figli
82%
95%
14%
Nonostante la flessione registrata con il 3° figlio, il 14% di divario per le laureate appare contenuto rispetto al 42% delle donne con bassa istruzione.
L’analisi Eurostat fa emergere un contrasto culturale e strutturale presente nell’Unione Europea: per ledonne, l’aumento del numero di figli agisce come un freno alla carriera, al contrario, per gli uomini, la presenza di figli è statisticamente associata a un tasso di occupazione più elevato rispetto ai colleghi senza prole.
In sintesi, mentre per l’uomo il ruolo di padre sembra consolidare la posizione lavorativa, per la donna la maternità resta una sfida che solo un titolo di studio superiore riesce a mitigare.