Referendum 2026, si vota in due giorni: ecco le regole per i seggi
Elezioni 24 Febbraio 2026, di Redazione
Un decreto stabilisce l'apertura delle urne anche il lunedì e fissa la composizione degli uffici elettorali in caso di accorpamento con le amministrative. Quadro sinottico operazioni elettorali 2026
Il panorama elettorale del 2026 si delinea con novità logistiche rilevanti. Per le prossime consultazioni referendarie, infatti, il governo ha stabilito una deroga alle normative vigenti, estendendo il periodo di votazione: le urne non resteranno aperte solo la domenica, ma anche nella mattinata di lunedì per agevolare l’affluenza dei cittadini.
Orari, flussi e gestione dello scrutinio
Secondo quanto previsto dal decreto-legge n. 196 del 2025, le operazioni di voto si articoleranno su due giornate: domenica dalle ore 7 alle ore 23 e lunedì dalle ore 7 alle ore 15. Questa estensione modifica sensibilmente il ritmo di lavoro degli uffici elettorali: la domenica sera il presidente dovrà assicurare la sigillatura delle urne e la custodia rigorosa del materiale, per poi riprendere le attività il mattino seguente.
Un punto cruciale riguarda l’ordine di scrutinio in caso di “election day”, ovvero quando il referendum coincide con elezioni amministrative o suppletive: si procederà prioritariamente con il referendum e, solo dopo aver completato i relativi riscontri, si passerà alle altre consultazioni senza interruzioni.
La composizione dei seggi e il ruolo dei rappresentanti
La struttura standard di un ufficio elettorale di sezione prevede un presidente, un segretario e tre scrutatori. Tuttavia, il numero di questi ultimi sale a quattro nel caso di abbinamento tra più consultazioni o quando il seggio deve gestire il voto domiciliare. Per la validità di ogni operazione è necessaria la presenza di almeno tre componenti.
Accanto ai membri ufficiali operano i rappresentanti dei partiti o dei promotori del referendum: questi ultimi hanno il diritto di assistere a ogni fase, far inserire dichiarazioni a verbale e sigillare i plichi. È importante ricordare che tutti i soggetti coinvolti, inclusi i rappresentanti, sono considerati pubblici ufficiali durante l’esercizio delle loro funzioni. L’assenza ingiustificata dei componenti nominati può comportare sanzioni pecuniarie fino a 516 euro.
Accessibilità, tutele e segretezza del voto
Il documento pone un accento marcato sul diritto al voto per le categorie fragili attraverso tre strutture specifiche:
seggio ospedaliero: per strutture sanitarie con oltre 200 posti letto;
seggio speciale: per la raccolta del voto di degenti impossibilitati a muoversi o detenuti;
seggio volante: incaricato di raggiungere il domicilio di elettori affetti da gravissime infermità.
Per garantire la segretezza, resta fermo il divieto assoluto di introdurre in cabina telefoni cellulari o apparecchiature fotografiche. In ambito di valutazione, prevale il principio di “salvaguardia della validità del voto”: lo scrutatore deve annullare la scheda solo se il segno non permette di individuare la volontà dell’elettore o se sono presenti segni di riconoscimento intenzionali, cercando sempre di interpretare l’intenzione dell’elettore in modo univoco.