La memoria collettiva degli italiani è sempre più accessibile grazie al Portale Antenati, la piattaforma digitale del Ministero della Cultura che rende consultabili online quasi 155 milioni di documenti conservati negli Archivi di Stato. Un patrimonio imponente, messo gratuitamente a disposizione di cittadini, studiosi e italo-discendenti nel mondo per riscoprire le proprie radici e valorizzare una delle principali ricchezze culturali del Paese.
Avviato nel 2011, il progetto di digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio archivistico nazionale rappresenta oggi uno degli strumenti centrali delle politiche di accesso e promozione dei beni culturali. Attraverso il portale, il Ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, consente la consultazione dei registri dello Stato civile senza la necessità di recarsi fisicamente negli archivi.
Il pubblico di riferimento è ampio e trasversale: dai cittadini interessati alla storia familiare ai ricercatori, fino alle comunità di discendenti di italiani all’estero. Un interesse confermato dai numeri: solo nel 2025 il sito è stato consultato da oltre 1.800.000 utenti.
All’interno del portale è possibile accedere alle immagini digitalizzate degli atti di nascita, matrimonio e morte, prevalentemente a partire dall’inizio dell’Ottocento, con alcune raccolte che risalgono anche al XVIII secolo. Nel corso del 2025 sono state aggiunte più di 7 milioni di nuove immagini. La consultazione è supportata da strumenti di ricerca per nomi, luoghi e periodi storici, oltre a guide e approfondimenti utili a contestualizzare le fonti. La sezione “Storie di famiglia” raccoglie inoltre testimonianze dirette di esperienze di ricerca genealogica.
Con Antenati, il Ministero della Cultura rafforza il percorso di apertura degli archivi al grande pubblico e conferma la digitalizzazione come leva strategica per la tutela della memoria storica e per il consolidamento del legame tra patrimonio culturale, identità e cittadinanza.
Maggiori informazioni nella nota del MIC