I pescatori operanti nell’Area marina protetta di Porto Cesareo (Le) dotati a bordo delle loro imbarcazioni di big bag fornite dal Comune avranno a disposizione un centro per il conferimento dei rifiuti pescati. Si tratta del cosiddetto Ecocentro Blu, nato dall’accordo di programma per la definizione delle attività di “Pulizia dei fondali marini” sottoscritto dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, l’Area protetta “Porto Cesareo”, il Comune di Porto Cesareo e la Capitaneria di Porto di Gallipoli. Obiettivo dell’intesa è quello di avviare un sistema integrato di attività di prelievo, raggruppamento e gestione ottimale dei rifiuti provenienti dalla pulizia dei fondali marini, anche attraverso azioni informative per rendere queste attività ancora più efficaci.
“Finalmente i pescatori potranno portare a terra la plastica e i rifiuti che trovano impigliati nelle loro reti invece di rigettarli in mare – ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – Come già avvenuto nell’Arcipelago Toscano, oggi anche la Puglia sperimenta ciò che con la legge Salvamare diventerà presto una realtà nazionale. Sempre più le aree marine protette sono laboratori di sostenibilità dove sperimentare progetti innovativi per tutelare il mare”.
Secondo l’indagine Beach litter 2018 di Legambiente, oltre la metà dei rifiuti raggiungono le spiagge o galleggiano tra i flutti perché non vengono gestiti correttamente a terra. Il cattivo esercizio dei rifiuti a monte è, infatti, la causa principale del continuo afflusso della spazzatura in mare. Ma non è la sola. Molti anche gli scarti abbandonati direttamente sulle spiagge o quelli che provengono direttamente dagli scarichi non depurati e dalla cattiva abitudine di utilizzare i wc come una pattumiera. Sul podio dei materiali abbandonati più frequentemente lungo le spiagge ci sono i frammenti di plastica, ovvero quei residui che hanno già iniziato il loro processo di disgregazione, anelli e tappi di plastica, nonchè i cotton fioc, che sono al terzo posto per incidenza. Ben venga quindi la nuova normativa che vieterà, a partire dal 2021, la vendita all’interno dell’Ue di articoli in plastica monouso, come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini. Rispetto per l’ambiente, buona educazione e senso civico potranno poi fare il resto.