Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha varato un nuovo decreto che aggiorna in modo organico la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani differenziati, con l’obiettivo di aumentare i livelli di raccolta e uniformare le regole su tutto il territorio nazionale.
Il provvedimento definisce in modo puntuale cosa sono i centri di raccolta: aree presidiate e attrezzate dove cittadini e utenze non domestiche possono conferire i rifiuti in modo differenziato, prima del loro avvio a recupero o smaltimento. Spetta a Comuni o enti d’ambito organizzare e gestire queste strutture, adattandole alle esigenze del territorio e regolando accessi e tipologie di rifiuti conferibili.
Particolare attenzione è dedicata alle caratteristiche tecniche. I centri dovranno rispettare rigorosi criteri di sicurezza ambientale e sanitaria, essere dotati di sistemi per la gestione delle acque, barriere per ridurre l’impatto visivo e aree distinte per rifiuti pericolosi e non. Previsti anche piani di emergenza, misure contro odori e polveri e una chiara segnaletica per gli utenti.
Sul fronte gestionale, il decreto introduce requisiti stringenti: i gestori dovranno essere iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali, garantire personale qualificato e assicurare il corretto trattamento dei rifiuti, senza operazioni di smontaggio o alterazione che ne compromettano il recupero. Rafforzate anche le regole per la tracciabilità, con registri obbligatori soprattutto per i rifiuti pericolosi.
Ampio spazio è riservato alla gestione delle diverse tipologie di rifiuti, con indicazioni specifiche per quelli pericolosi, i RAEE, le batterie, i rifiuti sanitari e quelli da costruzione e demolizione. Vengono inoltre fissati limiti precisi ai tempi di deposito, per evitare rischi ambientali e garantire la continuità del servizio.
Una novità significativa riguarda il riutilizzo: i centri potranno ospitare spazi dedicati allo scambio di beni usati e alla preparazione per il riuso, in linea con i principi dell’economia circolare.
Infine, il decreto prevede che gli impianti già esistenti si adeguino alle nuove disposizioni entro dodici mesi e abroga le precedenti norme del 2008 e 2009. Nessun nuovo onere è previsto per la finanza pubblica.
Nel complesso, si tratta di un aggiornamento atteso che punta a rendere i centri di raccolta più efficienti, sicuri e funzionali al miglioramento della raccolta differenziata in Italia.
Il testo del provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale