Il mercato premia le aziende che investono nella sostenibilità, come insegna la green economy. Vediamo insieme le ultime ricerche e come funziona in Italia la responsabilità sociale d’impresa.
La green economy è un modello di sviluppo economico che valuta un’attività produttiva non solo in base ai benefici derivanti dalla crescita ma anche dal suo impatto ambientale. In particolare l’obiettivo degli investimenti pubblici e privati è ridurre l’inquinamento, aumentare l’efficienza di energia e risorse e preservare la biodiversità. Lo sviluppo sostenibile, infatti, lega la tutela delle risorse umane alla dimensione economica, sociale e istituzionale per soddisfare i bisogni delle generazioni attuali ed evitare di compromettere la capacità di quelle future di soddisfare le proprie.
L’economia ‘verde’ è, dunque, quella del “futuro”, in grado di creare “entro il 2023 500 mila nuovi posti di lavoro”, con un valore che “già oggi è pari al 2,4% del Pil”.
A dirlo il focus di Censis e Confcooperative ‘Smart & green, l’economia che genera futuro’, presentato stamattina a Roma, in cui “il green” viene definito “il nuovo eldorado dell’occupazione italiana”.
I dati – elaborati dal sistema informativo exclesior – raccontano di come, “da oggi al 2023, ogni cinque nuovi posti di lavoro creati dalle imprese attive in Italia uno sarà generato da aziende eco-sostenibili; oltre il 50% in più di quelli del digitale (che non riuscirà ad andare oltre 214 mila nuovi occupati), e il 30% in più di quelli prodotti dalla tutte le imprese della filiera salute e benessere (che si attesterà a 324 mila assunzioni).