Il nuovo anno si apre con un segnale di vitalità per il settore del commercio. Secondo i dati diffusi dall’Istat, a gennaio 2026 le vendite al dettaglio hanno registrato un incremento dello 0,6% in valore e dello 0,4% in volume rispetto al mese precedente. Un trend positivo che trova conferma anche su base trimestrale (novembre 2025 – gennaio 2026), con una crescita complessiva del valore dello 0,5%.
Balzo in avanti del comparto alimentare
A trainare la crescita sono i beni alimentari, che segnano un balzo significativo: +1% in valore e +0,9% in volume su base mensile. Se guardiamo ai dati tendenziali (confronto con gennaio 2025), il settore del cibo mostra un +4%, segnalando come la spesa per la tavola resti la priorità principale nel budget delle famiglie italiane, nonostante le variazioni dei prezzi.
Più contenuta la crescita del comparto dei beni non alimentari, che cresce dello 0,2% in valore. All’interno di questa categoria, si muovono a 2 velocità diversi settori: brillano le dotazioni informatiche e di telefonia (+4%), mentre continua il momento difficile per il settore moda, con le calzature e gli articoli da viaggio a – 2%.
Grande distribuzione vs piccoli negozi
Il divario tra le forme distributive appare netto. La grande distribuzione chiude il mese con un incremento del 4%, trainata dai supermercati (+5%) e dagli ipermercati (+4%). Anche il commercio elettronico prosegue la corsa segnando un +5% rispetto all’anno precedente.
Di contro, segnano il passo i piccoli esercizi di quartiere, che faticano a tenere il ritmo della grande distribuzione, con una crescita dello 0,2%; nota negativa anche per le vendite al di fuori dei negozi (ambulanti, mercati e porta a porta), che registrano una flessione dell’2%.
“Il 2026 si apre con una dinamica positiva estesa a entrambi i settori merceologici, commenta l’Istat nella nota, ma è il comparto alimentare a mostrare gli incrementi più ampi, specialmente nei canali della distribuzione moderna e dell’online.”
I dati, seppur provvisori, delineano un quadro di moderato ottimismo per i consumi interni, in attesa delle prossime rilevazioni previste per l’inizio di aprile, che confermeranno se questa spinta di inizio anno diventerà un trend strutturale per il 2026.
Fonte: ISTAT