Diminuiscono le nascite (-4,8% sul 2020) e aumentano i decessi (+8,6 %), un andamento che sembra risentire del post pandemia; le immigrazioni di cittadini stranieri sono in ripresa (+27% sul 2020), dopo il vistoso calo dovuto alla chiusura delle frontiere per il Covid. La dinamica della popolazione straniera residente è ancora sotto l’effetto della crisi pandemica; nel 2021 la dinamica migratoria internazionale della popolazione straniera residente è positiva, ma il saldo naturale degli stranieri residenti è in calo rispetto al 2019 (-15,4%).
Nel 2021 le acquisizioni di cittadinanza sono 121.457 (23% residenti; -7,8% rispetto al 2020) prevalentemente donne con differenze a livello regionale che vanno dal massimo della Valle d’Aosta (55% di donne) all’Abruzzo dove si riscontra una presenza maggiore di uomini. Le acquisizioni sono prevalentemente nel Nord-ovest (38%) dove la presenza straniera è più radicata, con la Lombardia a fare da traino con il 24%; i valori più elevati si riscontrano in Valle d’Aosta (54% residenti) e nella provincia autonoma di Trento (52%); mentre in Campania si registra il valore più basso (9%). Nell’ultimo triennio le regioni che hanno visto accrescere il numero di acquisizioni in rapporto alla popolazione sono state la provincia autonoma di Trento (dal 35% del 2019 al 52% del 2021) e l’Emilia-Romagna (dal 22% al 29%), valori decrescenti si riscontrano in Umbria (dal 31% al 23%), in Abruzzo (dal 37% al 22% ) e in Puglia (dal 18% al 14%).
La principale modalità di acquisizione della cittadinanza nel 2021 è la residenza (42%), seguita dai procedimenti che avvengono per trasmissione del diritto dai genitori ai figli minori (32%), meno rilevanti le acquisizioni per matrimonio (12%), l’elezione dei nati in Italia al compimento del 18esimo (8%) e la discendenza da avi italiani (6%). Il Mezzogiorno presenta un basso peso di acquisizioni per matrimonio, residenza e trasmissione (71% contro l’88% del Nord e l’83% del Centro). Riveste, invece, maggiore importanza in quest’area, visto il passato di terra di emigrazione, l’acquisizione per discendenza da avi italiani (il 21% di tutti i procedimenti); in alcune regioni del Mezzogiorno lo “ius sanguinis” assorbe la maggior parte delle acquisizioni, come ad esempio in Calabria (33%).
Nel complesso gli italiani per acquisizione della cittadinanza residenti al 1° gennaio 2021 sono 1.470.680; negli anni molti da stranieri sono diventati italiani e molte nozze sono state celebrate tra stranieri e nuovi italiani (il 12% dei matrimoni misti).
Dal punto di vista territoriale solo il 12% dei cittadini risiede nel Mezzogiorno; in Lombardia ci sono 348mila “nuovi cittadini”, in tutto il Mezzogiorno meno di 185mila. La quota di nuovi cittadini resta al di sotto del 20% in tutto il Mezzogiorno tranne nelle regioni Abruzzo e Molise, dove i numeri della popolazione di origine straniera sono più contenuti considerando che molti di coloro che diventano cittadini italiani nel Mezzogiorno seguono una procedura per discendenza (eredi di emigranti italiani verso l’America Meridionale) è evidente che la stabilizzazione dei migranti nel Paese continua ad avvenire al Centro-Nord, dove gli stranieri riescono ad avviare percorsi di integrazione che portano all’acquisizione della cittadinanza.
Fonte: Istat