ISTAT: aumenta l’uso dell’italiano e delle lingue straniere, in netto declino il dialetto
Cultura 27 Gennaio 2026, di lg
In 40 anni l'uso dei dialetti in famiglia è crollato dal 32% al 9%, l’'italiano domina ogni contesto relazionale, l'inglese è la prima lingua straniera per 6 italiani su 10, nonostante i livelli di padronanza restino elementari
Il Report “L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere | anno 2024” redatto dall’Istat, delinea un’Italia in profonda trasformazione linguistica. Il dato eclatante è il crollo verticale dei dialetti a favore dell’italiano e la crescente, seppur modesta, diffusione delle lingue straniere. In 40 anni in Italia l’uso esclusivo o prevalente del dialetto in famiglia si è ridotto di 2/3, dal 32% nel 1988 al 9% nel 2024. Nel 2024, 1 persona su 2 (48% parla prevalentemente italiano in tutti i contesti relazionali, +41% rispetto al 2015. Inoltre 7 persone su 10 (69%) dichiarano di conoscere almeno 1 lingua straniera (9% in più rispetto al 2015), l’inglese si conferma la lingua più diffusa (59%), seguita dal francese (34%) e dallo spagnolo (17%).
I livelli di conoscenza delle lingue straniere restano bassi: la metà della popolazione (56%) dichiara un livello sufficiente della lingua straniera che conosce meglio:
54% la quota di persone che parla solo o prevalentemente italiano in famiglia, sale all’83% quando si parla con gli estranei
11% la quota di persone di 6 anni e più, la cui lingua madre è diversa dall’italiano, 18% nella popolazione di 25-44 anni
91% la quota di giovani di 15-24 anni che conosce 1 lingua straniera, scende al 41% tra gli over 65
L’italiano si consolida come lingua di riferimento in tutti i contesti, +8% in 10 anni, il 48% degli italiani usa esclusivamente l’italiano (41% nel 2015), con gli estranei l’uso dell’italiano raggiunge l’83% e i giovani (6-24 anni) sono i principali motori di questo cambiamento, con il 67% che parla prevalentemente italiano in famiglia, mentre tra gli over 65 la quota scende al 46%. Mentre in 40 anni, l’uso del dialetto si è ridotto di 2/3:
dato storico: dal 32% (1988) al 10% (2024) per l’uso in famiglia.
geografia del dialetto: il Mezzogiorno resta la roccaforte delle lingue locali, Calabria (64%), Sicilia (61,5%) e Campania (61%) la metà della popolazione usa il dialetto
nord e centro: le quote crollano nel nord-ovest (22%) e nel centro (26%), fa eccezione il veneto (55%), dove il dialetto mantiene una vitalità superiore
Il 69% della popolazione conosce una lingua straniera, ma la qualità della conoscenza resta una sfida, oltre la metà della popolazione (56%) dichiara un livello di conoscenza scarso o sufficiente. I livelli “ottimi” sono appannaggio dei giovani e dei laureati, le lingue note: inglese 59% (+10,5% rispetto al 2015), francese: 34%, spagnolo: 17%
A seguire una schematizzazione dei comportamenti linguistici:
contesto relazionale
solo/prevalentemente italiano
solo/prevalentemente dialetto
lingua straniera / altro
in famiglia
54%
9%
8%
con amici
59%
8%
(stabile)
con estranei
83%
3%
3,5%
sul lavoro
81%
2%
3,5%
da cui emerge che l’11% della popolazione ha una lingua madre diversa dall’italiano (le più diffuse: rumeno, arabo, albanese e spagnolo). Tra chi ha una lingua madre straniera, il 69% parla un’altra lingua (spesso l’italiano) in almeno un contesto relazionale, segno di un bilinguismo funzionale necessario per la vita sociale. Fra lelingue tutelate, 4 milioni di persone conoscono lingue minoritarie storiche (sardo, friulano, tirolese), conpunte del 73% in Sardegna.In conclusione il Report evidenzia come il livello di istruzione sia la discriminante: tra i laureati, l’uso del dialetto è inesistente (3%), mentre la conoscenza delle lingue straniere è totale, ben il 97% tra i 25-44enni
Maggiori informazioni e report completo nella nota Istat