E’ appena stato firmato il protocollo d’intesa per la programmazione della Ciclovia del Garda, un percorso che si svilupperà intorno alle sponde del più grande lago d’Italia. Un risultato che ben si coniuga con il lavoro svolto dai territori in questi anni. Da alcuni mesi la Ciclovia del Garda è stata inserita tra gli itinerari d’interesse nazionale. Ora, con la sottoscrizione dell’accordo potranno arrivare i finanziamenti e con essi i primi cantieri.
L’anello dolce del Garda, collegato alla rete cicloturistica europea Eurovelo 7, si sviluppa su un tracciato di oltre 140 km, alcuni dei quali già fruibili, altri in corso di realizzazione, che interessa complessivamente 19 Comuni e tra questi: Malcesine, Brenzone sul Garda, Torri del Benaco, Garda, Bardolino, Lazise, Castelnuovo del Garda e Peschiera del Garda. Nella progettazione sarà dato ampio spazio allo sviluppo dell’intermodalità, che in questo caso riguarda bicicletta-treno-autobus-battello.
Il Mit ha assicurato tempi brevi per l’avvio della procedura e quindi già nelle prossime settimane verrà definito con i Comuni lo sviluppo del tracciato. Terminata questa fase, nei successivi sei mesi è prevista la consegna del primo livello di programmazione. La realizzazione dell’infrastruttura garantirà benefici al territorio su più fronti: dalla mobilità al turismo e non potrà che essere il frutto di un impegno corale tra enti, istituzioni e associazioni locali.
L’importanza d’investire nei percorsi ciclabili è spiegata dai numeri che Mit ha diffuso: nel 2012 il cicloturismo ha contato in Europa oltre due milioni viaggi e venti milioni di pernottamenti, per un giro d’affari di 44 miliardi di euro e oggi il valore potenziale del cicloturismo in Italia è stimabile in oltre 3,2 miliardi di euro all’anno. L’accordo, sottoscritto dal Ministro dei trasporti e dai rappresentanti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalle Regioni del Veneto e della Lombardia e dalla Provincia Autonoma di Trento, prevede la definizione di un progetto condiviso tra i tre Enti regionali e provinciali interessati, da realizzare poi, anche per stralci funzionali, d’intesa con il Ministero dei Trasporti.