Pellestrina è una piccola isola situata tra Venezia e Chioggia. Un borgo dinamico seppure legato ad antiche tradizioni di pescatori, orticoltori e merlettaie. Si merlettaie
L’isola (lunga circa 11 chilometri e larga poco meno di 200 metri) ricorda in effetti la striscia di un macramè e chissà se questa stessa conformazione abbia ispirato in modo arcano la maestria delle donne del luogo, tramandata da generazioni e tradotta nella mirabile realizzazione di capolavori in pizzo dalle mille forme. Tant’è che nel 2007, grazie alla trina più lunga del mondo, un manufatto di 450 metri, l’isola lagunare ha recuperato e rilanciato questa peculiarità artigianale (un po’ appannata dal tempo) e intessuto relazioni con altri luoghi. Una forma di arte pubblica che ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti. Oggi il merletto più lungo del mondo, realizzato a più mani da tutti gli abitanti dell’isola (donne, uomini, giovani e meno giovani, nessuno escluso) è esposto nella sede dell’associazione “Murazzo”, una scuola dedicata, che rappresenta una sorta di “monumento” a Pellestrina.
Ca’ Roman
Ancora uno sguardo alle tipiche case dell’isola coloratissime e contigue le une alle altre, prima visitare Ca’ Roman unita a Pellestrina da una diga artificiale. Ca’ Roman, costituisce il lembo meridionale dei lidi che da Cavallino a Chioggia separano la Laguna di Venezia dal mare. Grazie alla sua posizione questo sito rappresenta uno degli ambienti dunali più integri di tutto l’alto Adriatico e vanta, nonostante le ridotte dimensioni, una straordinaria ricchezza faunistica. Questo lembo di terra tra cielo e mare, infatti, costituisce una delle più importanti rotte migratorie d’Italia per moltissime specie di uccelli (190 censite fino al 2012) che la utilizzano in autunno e primavera per riposarsi e nutrirsi prima di riprendere il viaggio. Cà Roman, per le sue valenze naturalistiche è un sito di importanza comunitaria (SIC) e Zona di protezione speciale (ZPS). Tra i motivi d’istituzione dell’Oasi alla fine degli anni ’80 e della Riserva naturale a partire dal 2012, vi sono due rare specie di volatili denominati Fratino e Fraticello. Durante la loro riproduzione, entrambi sono seguiti grazie alle misure di protezione messe in atto dalla Lipu e dagli Enti locali (Comune e Provincia di Venezia).
Il Lido e gli Alberoni
Nella storia dal punto di vista strategico il Lido di Venezia ha sempre occupato un posto di rilievo per la salvaguardia della città lagunare. La sua conformazione allungata ha rappresentato una sorta di barriera protettiva contro il mare, un avamposto difensivo naturale sin dai primordi della sua storia. Nei primi decenni dell’Ottocento il Lido fu la meta preferita del poeta Lord Byron, e sempre al Lido Thomas Mann scrisse Der Tod in Veneding – La morte a Venezia (1912), considerata una delle opere più importanti dello scrittore tedesco. Ma questa terra ha affascinato e ispirato molti altri poeti, artisti, registi, fumettisti dello scorso secolo (come non ricordare Hugo Pratt ad esempio).
Oggi per gli escursionisti che giungono al Lido di Venezia, un itinerario interessante e suggestivo è quello che parte dalla pista ciclopedonale dei Murazzi (ricorrenti fortificazione in pietra d’Istria realizzate intorno alla metà del XVIII secolo a difesa del litorale e della Laguna dalle mareggiate) fino ad arrivare agli Alberoni: un’area di riserva naturale.
Lungo i Murazzi il litorale caratterizzato dalla presenza di dune alte fino a 9 metri, offre interessanti spunti paesaggistici. Seguendo il percorso s’incontrano i borghi di di San Pietro in Volta e Portosecco dove, tra gli orti protetti da grisiole, caratteristiche vecchie osterie propongono cicchetti di pesce, ideali per una sosta o per un pranzo veloce prima di proseguire il cammino. Tante le barche da pesca allineate lungo la riva e le tipiche case strette le une alle altre, avvolte in un’atmosfera senza tempo. Lungo il litorale è possibile vedere ciò che resta dell’antico forte Barbarico, che prende il nome della batteria da difesa costiera costruita al suo interno nel 1912. Un sito che il Comune di Venezia ha immesso nel circuito di visita dei bastioni lagunari attraverso accordi con il Dipartimento Militare Marittimo dell’Adriatico.