E’ stato presentato il 25 settembre al Senato il primo Rapporto Auditel-Censis su “Convivenze, relazioni e stili di vita delle famiglie italiane”. Il Report parte dai dati Auditel, che sette volte l’anno intervista oltre 41.000 cittadini consentendo così di avere il polso delle abitudini e delle preferenze delle famiglie in ambiti diversi che vanno dall’utilizzo di piccoli utensili a quello della fibra ottica, dai i consumi mediatici alle interazioni decisionali. Dall’istantanea scattata da Auditel-Censis vediamo così che i cittadini prediligono gli elettrodomestici di ultima generazione, ma non abbandonano quelli tradizionali. Tra le diverse tipologie seguita a fare la parte del leone il televisore: ve ne sono oltre 43 milioni (il 97,1% delle famiglie ne possiede almeno uno), contro 14 milioni di pc portatili (48,1%), 7,4 milioni di tablet (26,4%), 5,6 milioni di pc fissi (22,1%). Rafforza il primato della tv questo dato: il 19,3% delle famiglie dispone di almeno un televisore connesso al web (smart tv o apparecchio tradizionale connesso al web con dispositivo esterno). I telefoni cellulari sono presenti in oltre il 95% delle famiglie, i telefoni fissi solo nel 60%. Il forno a microonde, che ritroviamo nel 53% delle abitazioni, batte la lavastoviglie, utilizzata da quasi il 45%. Gli impianti di aria condizionata arrivano al 29,7%. Il sistema hi-fi con componenti separati al 16,5%. La vasca idromassaggio al 4,9%. Residuali la videocamera digitale (6,5% delle famiglie) e la segreteria telefonica (2,1%).
La connessione al web sembra ormai essere ubiqua e cresce il numero di over 65 che utilizza Internet. Wireless e connessione mobile, in casa, al lavoro, negli esercizi commerciali e spazi pubblici, rendono il web imprescindibile nelle dotazioni individuali e nelle relazioni collettive. Il 49,6% delle famiglie dispone di una connessione a banda larga, con una forte gap territoriale (che penalizza il Sud) e sociale (che penalizza le famiglie a basso livello socio-economico). Nella fascia di età compresa tra i 4 e i 10 anni il 17,6% dei giovanissimi ha il cellulare, il 6,7% utilizza il computer fisso, il 24,2% il portatile, il 32,7% il tablet e il 49,2% è connesso al web. I nati dal 2000 in avanti sono il banco di prova tangibile degli effetti sociali, anche sulle relazioni familiari, dei nuovi strumenti tecnologici. Tuttavia a farne le spese sono sempre più i rapporti relazionali. Le famiglie italiane, infatti, sono alle prese con la potenza erosiva delle fruizioni individualizzate degli smartphone, che azzerano di fatto i momenti di aggregazione collettiva. Una persona, uno smartphone è il dato ormai prevalente in tutte le tipologie familiari: una condizione di base, strutturale, che consente ad ogni singolo membro di fruire in totale autonomia e piena comodità di contenuti modulati sui propri specifici interessi. Lo smartphone è utilizzato dalla quasi totalità dei componenti delle famiglie, trasversalmente alla condizione socio-economica. E in Italia sono ben 28 milioni, gli utilizzatori notturni che hanno eletto il cellulare a inseparabile partner nel proprio letto. Poco meno di 12 milioni di users indicano, infine, la fruizione sempre e ovunque dello smartphone sul web, proprio uno strumento di cui non si può più fare a meno.
“La famiglia, collante della società, ha cambiato pelle con l’evoluzione sociale – ha detto il presidente del Censis Giuseppe De Rita – Siamo passati dalla famiglia Spa, che combinava redditi e patrimoni, alla famiglia di cura garante di welfare informale e reddito per i componenti non autosufficienti e i figli precari, fino all’attuale rischio di una famiglia disintermediata, alle prese con le sfide che minacciano la relazionalità interna. Il consumo individuale legato agli smartphone connessi al web fa saltare quella quotidiana ritualità conviviale costruita intorno alla visione dei programmi televisivi – ha concluso De Rita – Il Rapporto Auditel-Censis ha messo sotto i nostri occhi la portata della sfida, visto anche l’intenso e precoce utilizzo dei device digitali da parte di adolescenti e bambini”.
“Grazie alla collaborazione e alla costante interazione con le principali istituzioni statistiche del Paese, Auditel ha potuto perfezionare e validare un approccio assolutamente originale e lontano dai luoghi comuni per fotografare le trasformazioni in atto nella società italiana – ha aggiunto il presidente di Auditel Andrea Imperiali – assieme al Censis, abbiamo deciso di sistematizzare e rendere pubbliche le risultanze della ricerca di base Auditel che rende possibile un racconto reale della nostra società, giacché è basato su un lavoro d’indagine non mediato e realizzato interamente sul territorio, porta a porta”.