Il calo delle nascite in Italia, in atto dal 2008, è per il terzo anno consecutivo sotto la soglia del mezzo milione.
Secondo il bilancio demografico nazionale diffuso da Istat, si registra un nuovo record: sono stati iscritti in anagrafe per nascita solo 458.151 bambini, nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia. La diminuzione delle nascite è di oltre 15 mila rispetto al 2016 e quasi di 120 mila negli ultimi nove anni. Il calo si registra su tutto il territorio nazionale, ma è più accentuato al Centro.
La diminuzione delle nascite nel nostro Paese è da attribuirsi principalmente a fattori strutturali. Si registra infatti una progressiva riduzione delle potenziali madri dovuta, da un lato, all’uscita dall’età riproduttiva delle generazioni molto numerose nate all’epoca del baby-boom, dall’altro, all’ingresso di contingenti meno numerosi di donne in età feconda, a causa della prolungata diminuzione delle nascite, già a partire dalla metà degli anni Settanta.
Anche il contributo positivo alla natalità delle donne immigrate continua a diminuire. Tra le cause del decremento, il calo dei flussi femminili in entrata nel nostro Paese, nonché l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di molte donne straniere.
Nel 2017 prosegue inoltre la diminuzione della popolazione residente in Italia, già riscontrata nei due anni precedenti. Al 31 dicembre risiedono in Italia 60.483.973 persone, di cui più di 5 milioni di cittadinanza straniera, pari all’8,5% dei residenti a livello nazionale (10,7% al Centro-nord, 4,2% nel Mezzogiorno).
Complessivamente nel 2017 la popolazione diminuisce di 105.472 unità rispetto all’anno precedente. I decessi sono stati quasi 650 mila, circa 34 mila in più rispetto al 2016, proseguendo il generale trend di crescita dovuto all’invecchiamento della popolazione.