L’Italia conferma il proprio impegno nella strategia di semplificazione amministrativa, inserendosi in un contesto internazionale che vede sempre più paesi adottare il principio del “pareggio burocratico”. Secondo la relazione annuale 2025 del dipartimento della funzione pubblica, redatta in conformità allo Statuto delle imprese, l’obiettivo resta chiaro: per ogni nuovo onere introdotto a carico di cittadini e imprese, le amministrazioni devono eliminarne uno di valore equivalente.
Il contesto globale: dal “one-in, one-out” alla deregolamentazione USA
Il bilancio degli oneri amministrativi non è una sfida solo italiana. L’Unione europea adotta dal 2022 il criterio “one-in, one-out”, un sistema che mira a mantenere invariato il carico regolatorio. Altri paesi seguono strade più drastiche:
- Stati Uniti: nel gennaio 2026, l’amministrazione americana ha varato una politica di “uno a dieci”, che impone l’abrogazione di dieci norme per ogni nuova introduzione.
- Finlandia e Paesi Bassi: restano i modelli virtuosi in Europa, grazie a calcolatori digitali dei costi e una revisione sistematica delle leggi esistenti.
Le criticità del bilancio italiano 2025
Nonostante l’architettura normativa solida, l’applicazione pratica in Italia incontra ancora diversi ostacoli tecnici. La verifica condotta sui dati dell’anno appena trascorso ha fatto emergere un parziale disallineamento: i dati forniti dai singoli ministeri non sempre coincidono con le analisi di impatto della regolamentazione (AIR) o con le segnalazioni delle associazioni di categoria.
Nello specifico, sono state riscontrate:
- Mancate quantificazioni: alcuni provvedimenti sono privi della stima economica degli oneri introdotti.
- Oneri “nascosti”: le associazioni imprenditoriali (tra cui Confindustria, Confcommercio e CNA) hanno segnalato costi amministrativi non evidenziati dalle amministrazioni centrali, specialmente nei settori dell’ambiente, del lavoro e dell’economia.
Queste discrepanze rendono attualmente impossibile determinare un saldo complessivo certo. Il meccanismo di monitoraggio, pur essendo uno strumento avanzato di trasparenza, necessita di una maggiore precisione nella fase di rendicontazione da parte dei ministeri.
Obiettivo pareggio
Il sistema prevede che, qualora gli oneri introdotti risultino superiori a quelli eliminati, il Governo debba intervenire entro 90 giorni con appositi provvedimenti di “taglia-oneri” per ristabilire l’equilibrio. La finalità ultima resta quella di responsabilizzare le amministrazioni, evitando che la produzione normativa si trasformi in un freno economico per il sistema paese.
Si pubblica la relazione complessiva contenente il bilancio annuale degli oneri amministrativi introdotti e eliminati nell’anno 2025 (Art. 8, comma 2-bis, legge 11 novembre 2011, n. 180).