Pensioni, l’ultimo gradino della diseguaglianza: nel 2024 le donne europee ricevono il 25% in meno
Lavoro 26 Febbraio 2026, di lg
I nuovi dati Eurostat scattano una fotografia del divario di genere al termine della vita lavorativa, emerge un’Europa a 2 velocità: dai picchi di disuguaglianza di Malta e Lussemburgo alla parità dei Paesi Baltici.
Il traguardo della pensione, che per molti rappresenta il meritato riposo dopo decenni di attività, non è uguale per tutti. Nel 2024, le donne europee over 65 hanno percepito, in media, un assegno pensionisticoinferiore del 24,5%rispetto ai colleghi uomini. Un divario che non è solo una statistica, ma il riflesso di una vita lavorativa segnata da carriere frammentate, salari più bassi e il peso del lavoro di cura non retribuito.
La geografia della disparità
L’analisi territoriale rivela discrepanze profonde tra gli Stati membri: se l’Europa arranca verso una parità lontana, alcuni Paesi mostrano ferite aperte nel sistema di welfare:
i “fanalini di coda”: il divario medio più alto si registra a Malta (40%), seguita da Paesi bassi (36%) e Austria (36%). in queste nazioni, una donna riceve poco la metà di quanto spetta a un uomo.
le eccezioni virtuose: al polo opposto troviamo l’Estonia (6%), la Slovacchia (8%) e l’Ungheria (9%). in questi contesti, complice un’eredità storica di forte partecipazione femminile sul mercato del lavoro a tempo pieno, la forbice appare inesistente.
Per comprendere la reale portata del fenomeno, Eurostat ha analizzato anche il valoremediano (il valore centrale che divide esattamente a metà la platea dei pensionati). La mediana è spesso più indicativa perché non viene influenzata dalle pensioni “d’oro” o da quelle estremamente povere.
A livello UE, la pensione mediana femminile è del 25% inferiore a quella maschile. Tuttavia, è qui che emergono le sorprese amare: in Lussemburgo, il divario mediano schizza al 43%, seguito dalla Spagna (41%). Questo suggerisce che in questi Paesi la maggior parte delle donne percepisce assegni significativamente più bassi, indipendentemente dalle eccellenze o dai casi limite.
Il paradosso: in Estonia, il divario della pensione mediana scende al -0,3%, indicando una sostanziale parità nel cuore della distribuzione dei redditi.
Le 2 facce della statistica
L’articolo mette in luce un fenomeno tecnico, ma dal forte impatto sociale: la differenza tra media e mediana.
sbilanciamento verso l’alto: in Danimarca e Belgio, la media è molto più alta della mediana cioè una piccola quota di donne con pensioni molto elevate “alza” la media generale, nascondendo una realtà più povera per la massa.
sbilanciamento verso il basso: in Spagna e Portogallo accade l’opposto, il divario mediano è più severo di quello medio, segnale che la “classe media” dei pensionati è colpita da una disuguaglianza di genere più profonda di quanto i dati generali lascino intendere.
Perche il divario persiste?
Nonostante i progressi nelle politiche di genere, la pensione è lo specchio del passato. Gli assegni erogati nel 2024 riflettono carriere iniziate 30 o 40 anni fa, caratterizzate da:
gender pay gap: salari orari inferiori durante gli anni di attività.
part-time involontario: una scelta spesso obbligata per le donne per gestire la famiglia.
interruzioni di carriera: periodi di assenza dal lavoro per maternità o assistenza ai genitori anziani che penalizzano il montante contributivo.