Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 dicembre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 gennaio 2026, il Governo definisce tempi e modalità per il recupero dell’ICI non versata tra il 2006 e il 2011, in attuazione delle decisioni della Commissione europea sugli aiuti di Stato illegittimi.
Il provvedimento riguarda i soggetti che, in qualità di enti non commerciali, hanno presentato la dichiarazione IMU/TASI ENC per il 2012 o il 2013 con un’imposta a debito superiore a 50 mila euro annui, oppure che sono stati comunque chiamati a versare importi superiori a tale soglia a seguito di accertamenti comunali. Per questi soggetti scatta l’obbligo di presentare, esclusivamente per via telematica, una dichiarazione unica nazionale per il recupero dell’ICI relativa al periodo 2006-2011.
La scadenza è fissata al 31 marzo 2026. L’imposta da recuperare viene determinata applicando la disciplina IMU vigente nel 2013, ma utilizzando base imponibile, moltiplicatori e aliquote proprie dell’ICI dell’anno di riferimento. In mancanza di un’aliquota individuabile, si applica quella media del 5,5 per mille. Il versamento deve avvenire entro trenta giorni dalla scadenza per la presentazione della dichiarazione, secondo le modalità stabilite dall’Agenzia delle entrate, con possibilità di rateizzazione.
Il decreto chiarisce anche i casi di esclusione dal pagamento: non è dovuto alcun versamento se, nel periodo considerato, non sono state superate le soglie di aiuto previste dalla normativa europea sugli aiuti di Stato di importo limitato, o se l’agevolazione rientra tra quelle compatibili con il mercato interno o riconducibili a servizi di interesse economico generale.
Alle somme da recuperare si aggiungono gli interessi, calcolati secondo il regime dell’interesse composto, dalla data in cui l’aiuto è stato reso disponibile fino al momento del recupero. Gli interessi devono essere determinati e versati direttamente dal contribuente insieme all’imposta dovuta.
Il coordinamento delle operazioni è affidato al Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze, che si avvale dei comuni per le attività di controllo, accertamento e irrogazione delle sanzioni. Il decreto rappresenta l’ultimo passaggio attuativo di un lungo contenzioso europeo e nazionale, avviato oltre dieci anni fa, e mira a chiudere definitivamente la partita degli aiuti di Stato legati all’esenzione ICI per gli enti non commerciali.
Fonte: Gazzetta Ufficiale