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TARI 2026, aggiornate le linee guida sui fabbisogni standard

Il Dipartimento delle Finanze pubblica le indicazioni per aiutare i comuni a definire tariffe e piani finanziari in linea con il nuovo quadro regolatorio e i criteri ARERA
giornale dei comuni

Il Dipartimento delle Finanze ha diffuso l’aggiornamento delle linee guida per l’applicazione del comma 653 della legge n. 147/2013, pensato per supportare i comuni nella definizione dei piani finanziari e delle tariffe TARI per il 2026. Il documento, sviluppato con IFEL e Sogei, fornisce indicazioni operative per la predisposizione dei Piani Economico-Finanziari (PEF) 2026-2029 e conferma che gli enti locali possono modificare le tariffe già approvate entro l’approvazione del bilancio di previsione, recependo i fabbisogni standard.

I fabbisogni standard rappresentano un parametro obbligatorio di confronto per valutare l’efficienza del servizio rifiuti, integrando la determinazione dei costi e la ripartizione tariffaria sui cittadini. L’orientamento dei comuni deve tenere conto anche delle regole ARERA, che limitano la discrezionalità nella verifica dei costi dei gestori.

Il fabbisogno standard di ciascun comune deriva dal prodotto tra il costo standard di riferimento per tonnellata di rifiuti (130,45 euro) e le tonnellate gestite. Il calcolo considera variabili legate alla raccolta differenziata, distanza dagli impianti, dotazione impiantistica regionale, modalità di gestione, caratteristiche demografiche ed economiche del comune, economie di scala e modalità di raccolta. Alcune di queste variabili hanno impatto diretto solo se considerate congiuntamente, mentre altre non incidono sul costo finale.

Le componenti del fabbisogno sono suddivise in fisse, legate alla dotazione impiantistica regionale, e specifiche del comune, modificabili in base alle scelte gestionali. Per il periodo 2026-2029, le variabili modificabili devono riferirsi alle caratteristiche del servizio attive nel quadriennio, mentre per il benchmark ai fini del MTR-3 si considerano i dati 2024-2025.

Il nuovo quadro regolatorio conferisce ai fabbisogni standard un ruolo operativo vincolante, trasformandoli da semplice parametro conoscitivo a strumento per la razionalizzazione, la trasparenza e il controllo dei costi, influenzando direttamente produttività, potenziamento del servizio e dinamica delle entrate tariffarie. I comuni sono quindi chiamati a un uso consapevole e strutturato di queste informazioni per garantire una gestione efficiente e sostenibile della TARI.

Maggiori informazioni nella nota del Dipartimento delle Finanze

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