Con il decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2, in vigore dal 24 gennaio, l’Italia recepisce la direttiva (UE) 2024/884 e modifica il quadro normativo sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), intervenendo in modo mirato sul decreto legislativo n. 49 del 2014.
Il provvedimento aggiorna innanzitutto la definizione di “RAEE storici”, distinguendo con maggiore precisione le apparecchiature immesse sul mercato prima del 13 agosto 2005 e quelle rientranti nel cosiddetto “open scope”, commercializzate prima del 15 agosto 2018. Restano esclusi da questa categoria i pannelli fotovoltaici, per i quali continua a valere una disciplina specifica.
Il decreto chiarisce poi la ripartizione degli oneri di gestione dei RAEE, rafforzando il principio della responsabilità estesa del produttore. In particolare, vengono ridefinite le regole per il finanziamento e la gestione dei rifiuti derivanti sia da apparecchiature domestiche sia professionali, con un allineamento più puntuale alle diverse date di immissione sul mercato.
Un capitolo centrale riguarda il fotovoltaico: il finanziamento della gestione dei RAEE derivanti da pannelli solari è posto a carico dei produttori per tutte le apparecchiature immesse sul mercato a partire dal 13 agosto 2012, indipendentemente dall’uso domestico o professionale. Vengono inoltre precisati gli obblighi di marcatura e aggiornati i riferimenti alle norme tecniche europee più recenti.
Completano il decreto alcune modifiche di carattere tecnico, tra cui l’eliminazione di una previsione ormai superata sull’informazione agli utenti e l’introduzione della clausola di invarianza finanziaria, che esclude nuovi oneri per la finanza pubblica.
Nel complesso, l’intervento normativo mira a rendere più chiaro e coerente il sistema di gestione dei RAEE, adeguandolo all’evoluzione del mercato e alle indicazioni europee, con particolare attenzione al settore in crescita delle apparecchiature fotovoltaiche.
Fonte: Gazzetta Ufficiale