ISPRA-SNPA: Italia al top nell’Economia Circolare, ma in crisi su clima e biodiversità
Energia e Ambiente 29 Ottobre 2025, di lg
L'Europa è leader nell'impegno climatico, l'Italia eccelle nel riciclo, ma soffre il riscaldamento del pianeta, un consumo di suolo record e l'estinzione di specie a rischio
L’Italia si posiziona comeleader europeo dell’economia circolare, ma è in affanno sul fronte della tutela della biodiversità e dell’impatto dei cambiamenti climatici. Questo il quadro a luci e ombre emerso a Roma, alla Camera dei Deputati, durante la presentazione dei Rapporti di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente).
L’iniziativa ha offerto una panoramica a 3 livelli, europeo, nazionale e regionale, sui principali trend ambientali, basata sui dati ufficiali dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA).
A livello continentale, l’Europa si conferma un punto di riferimento globale:
Ha ridotto le emissioni di gas serra e l’uso di combustibili fossili.
Ha raddoppiato la quota di energie rinnovabili dal 2005.
Tuttavia emergono 2 criticità: la biodiversità è in crisi in tutti gli ecosistemi (terrestri, marini e di acqua dolce) a causa di modelli di consumo insostenibili, e l’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente nell’intero pianeta.
L’Italia si inserisce in questo contesto con risultati contrastanti, virtuosa sul riciclo, fragile sul clima. Il dato 2023 evidenzia i punti di forza:
Economia Circolare
21% (Tasso di utilizzo circolare)
Quasi il doppio della media UE (11,8%), posizionando l’Italia al secondo posto.
Emissioni
-26% (rispetto al 1990)
Significativa riduzione dei gas serra.
Rinnovabili
In crescita
Superato il traguardo 2020, si punta al 39% entro il 2030.
Nonostante questi successi, le sfide aperte restano urgenti:
Clima:il 2024 è stato l’anno più caldodal 1961. L’Italia registra perdite economiche pro capite per eventi estremi che sono quintuplicate in 7 anni, ponendosi sopra la media UE.
Biodiversità: solo l’8% degli habitat naturali è in stato favorevole di conservazione. Il 28% delle specie di vertebrati e il 24% delle piante vascolari è a rischio di estinzione.
Consumo del Suolo: Nel 2024 sono stati persi 7.850 ettari, pari a 21,5 ettari al giorno, una criticità costante.
L’analisi a livello regionale conferma un Paese in movimento, ma con alcune discrepanze:
Raccolta Differenziata: Veneto (78%), Emilia-Romagna (77%) e Sardegna (76%) hanno le performance migliori.
Energia Rinnovabile: Valle d’Aosta, Trentino e Basilicata spiccano per l’alto consumo da fonti pulite.
Adattamento Climatico: solo 7 regioni hanno approvato formalmente una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, anche se tutte hanno inserito il tema tra le priorità.
ISPRA e SNPA sottolineano che la visione multilivello dei 3 Rapporti è cruciale per una rete istituzionale efficace, fondata su conoscenze condivise per misurare l’efficacia delle politiche pubbliche.