Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha impresso un’accelerazione al finanziamento di progetti strategici per il Paese. Con il Decreto del 13 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Governo ha dato il via libera definitivo al riparto di un fondo massiccio destinato alle amministrazioni centrali: 18,486 miliardi di euro complessivi per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale nazionale.
L’origine del Fondo e la sua dotazione
Il provvedimento, firmato dal Ministro Giorgetti, dà attuazione diretta ai commi 875 e 876 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024). Questa legge ha istituito nello stato di previsione del MEF un fondo speciale da ripartire, con una dotazione che si estende per oltre un decennio.
La dotazione complessiva ammonta a 18.486 milioni di euro, distribuiti secondo un cronoprogramma di spesa che copre l’arco temporale dal 2027 al 2036. L’obiettivo è chiaro: sostenere interventi, anche parzialmente già finanziati, che presentino un calendario procedurale compatibile con il rispetto dei saldi di finanza pubblica.
Il riparto e la scadenza vincolante del 2026
Il decreto approva l’Allegato n. 1, che costituisce parte integrante del provvedimento e contiene l’elenco dettagliato delle linee di investimento e delle relative risorse attribuite a ciascuna amministrazione titolare.
Tuttavia, il riparto attuale è solo un primo passo. L’effettiva disponibilità dei fondi per i singoli Ministeri è vincolata a un passaggio procedurale cruciale e urgente, stabilito dall’Articolo 2 del decreto. Le amministrazioni titolari, infatti, possono disporre delle risorse assegnate solo a seguito dell’adozione di successivi decreti che dovranno:
- Individuare i singoli interventi nell’ambito delle linee di investimento.
- Identificare ogni progetto con il Codice Unico di Progetto (CUP).
- Corredare il progetto del relativo cronoprogramma procedurale.
La scadenza per questa individuazione è fissata in modo perentorio: i decreti attuativi dovranno essere adottati entro e non oltre il mese di maggio 2026. L’Articolo 2 stabilisce inoltre una clausola di salvaguardia finanziaria: in caso di mancata individuazione degli interventi entro il predetto termine, le risorse non assegnate a progetti specifici verranno revocate con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Tracciabilità e monitoraggio obbligatori
Il decreto pone grande enfasi sulla necessità di trasparenza e controllo della spesa pubblica, richiamando diverse normative vigenti, tra cui l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti e l’utilizzo del CUP per gli investimenti pubblici.
I decreti attuativi che verranno emanati entro maggio 2026 dovranno anche disciplinare in dettaglio:
- Le modalità di erogazione delle risorse.
- L’impianto di monitoraggio degli interventi, che sarà condotto attraverso i sistemi informativi del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, in particolare la Banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP) e il suo Monitoraggio delle opere pubbliche (MOP).
- Le regole di revoca in caso di mancato rispetto del cronoprogramma.
L’intero provvedimento sottolinea l’attenzione del Governo alla realizzazione tempestiva ed efficace delle infrastrutture finanziate, garantendo la compatibilità delle assegnazioni con i saldi di finanza pubblica.