C’è una Udine che respira, si muove e invecchia tra le mura storiche e i nuovi quartieri, e una speculare, fatta di bit e algoritmi, che vive dentro i server del Comune.
L’Amministrazione ha presentato ufficialmente il progetto Smart City – Digital Twin, segnando un punto di non ritorno nella gestione del territorio: la creazione di un “gemello digitale” urbano. L’obiettivo è ambizioso: trasformare Udine in un laboratorio permanente dove la tecnologia non è un fine, ma uno strumento per migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Il digital twin è la “scatola nera” del territorio
Il Gemello Digitale non è una riproduzione 3D da videogioco, è una replica virtuale dinamica alimentata da flussi di dati costanti. Sensori di traffico, rilievi satellitari, dati sull’inquinamento atmosferico e planimetrie catastali convergono in un unico ambiente digitale. L’infrastruttura permette di osservare la città in tempo reale, ma soprattutto di viaggiare nel tempo attraverso le simulazioni.
Simulazione e prevenzione, il “what if” urbanistico
La rivoluzione risiede nella capacità predittiva, grazie al Digital Twin, i tecnici comunali e i decisori politici possono porsi domande cruciali e ottenere risposte basate su modelli matematici:
- viabilità: cosa succederebbe al traffico se rendessimo pedonale una via del centro?
- ambiente: quale sarebbe l’impatto di un nuovo parco pubblico sulla temperatura del quartiere (isole di calore)?
- emergenze: in caso di piogge eccezionali, come defluirebbe l’acqua basandosi sulle pendenze reali del terreno appena mappato?
“Abbiamo inaugurato uno strumento straordinario per governare la complessità, perché ci permette di sbagliare nel virtuale per non sbagliare nel reale” ribadiscono dall’amministrazione comunale.
L’iniziativa si articola su 3 direttrici che definiscono il concetto di urbanistica:
- efficienza delle risorse: monitoraggio dei consumi energetici degli edifici pubblici per pianificare interventi di efficientamento mirati.
- rigenerazione urbana: testare l’impatto visivo e sociale di nuovi progetti architettonici prima che venga posata la prima pietra.
- trasparenza e partecipazione: il digital twin pone le basi per una gestione dei dati aperta, dove il cittadino non è solo utente, ma parte di un sistema connesso.
Udine data-driven
Con questo passo, Udine si allinea alle metropoli europee come Barcellona o Tallinn, dimostrando che la dimensione di “città a misura d’uomo” non è un ostacolo all’innovazione, ma un vantaggio competitivo. Il Digital Twin rappresenta la fine dell’urbanistica basata sulle intuizioni e l’inizio dell’era data-driven, dove ogni scelta amministrativa è supportata da evidenze scientifiche.
La sfida ora passerà dal software alle strade: tradurre la mole di dati in servizi che i cittadini possano percepire quotidianamente, dai semafori intelligenti alla gestione ottimizzata dei rifiuti. La “città specchio” è pronta; tocca alla realtà tenere il passo.
Fonte: comune di Udine