Con il decreto n. 15 dell’8 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 febbraio, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ridefinisce in modo organico le modalità di esecuzione degli incassi e dei pagamenti per conto dello Stato nell’ambito del servizio di tesoreria. Il provvedimento, che entrerà in vigore il 21 febbraio, attua le modifiche introdotte dal decreto-legge n. 73 del 2022 e aggiorna una disciplina in larga parte risalente agli anni Venti del Novecento.
Il regolamento conferma l’affidamento del servizio di tesoreria alla Banca d’Italia e rafforza l’utilizzo di procedure telematiche per tutte le operazioni di incasso e pagamento, che vengono regolate sul conto disponibilità del Tesoro. La Banca d’Italia opera sulla base di protocolli d’intesa con la Ragioneria generale dello Stato e le amministrazioni interessate, effettuando controlli esclusivamente informatici e senza entrare nel merito amministrativo degli atti di spesa.
Per quanto riguarda gli incassi, il decreto disciplina in modo puntuale le modalità di versamento delle somme in euro e in valuta. I pagamenti a favore del bilancio dello Stato e dei conti di tesoreria avvengono principalmente tramite bonifico, piattaforme digitali, deleghe di pagamento e operazioni di girofondi, con un ruolo residuale del contante, ammesso solo in casi specifici. Centrale è l’utilizzo dell’identificativo unico, che consente l’imputazione automatica delle somme al corretto capitolo di bilancio. Le quietanze di entrata diventano integralmente informatiche e assumono pieno valore legale e contabile.
Sul versante dei pagamenti, il regolamento consolida l’uso dello standard ordinativo informatico come unico canale per la trasmissione degli ordini alla Banca d’Italia. I pagamenti possono essere estinti tramite accredito su conto di pagamento, contanti, girofondi o, in casi particolari, mediante assegni a copertura garantita. L’accredito su conto equivale al rilascio della quietanza, mentre per i pagamenti in contanti è previsto il ricorso ai bonifici domiciliati presso Poste Italiane o altri soggetti abilitati.
Una delle principali novità riguarda proprio gli assegni a copertura garantita, introdotti per dare esecuzione ai pagamenti derivanti da provvedimenti giurisdizionali quando non sia possibile acquisire le coordinate bancarie del creditore. Il decreto ne disciplina in dettaglio presupposti, modalità di notifica, consegna, riscossione e conservazione delle somme a garanzia, prevedendo meccanismi di tutela sia per l’amministrazione debitrice sia per il creditore.
Il regolamento contiene infine disposizioni transitorie e abroga la disciplina del vaglia cambiario della Banca d’Italia, oltre a precedenti decreti ormai superati. È prevista una clausola di neutralità finanziaria: dall’attuazione delle nuove regole non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Nel complesso, il decreto rappresenta un passo ulteriore verso la completa digitalizzazione della tesoreria dello Stato, con l’obiettivo di rendere più efficienti, tracciabili e sicure le operazioni di incasso e pagamento della pubblica amministrazione.
Fonte: Gazzetta Ufficiale