Al terzo trimestre 2025, le stazioni appaltanti e le centrali di committenza qualificate risultano 3.295, secondo l’ultimo report dell’Anac. Il 16,9% degli enti è qualificato solo per il settore “Lavori”, il 22,4% solo per “Servizi e forniture” e il 60,7% per entrambi. In termini assoluti, i qualificati per “Lavori” sono 2.557 (557 solo per lavori e 2.000 per entrambi i settori), mentre quelli per “Servizi e forniture” sono 2.738 (738 solo per servizi e forniture e 2.000 per entrambi).
Il report fotografa lo stato iniziale del secondo biennio di qualificazione, in base alle istanze ricevute fino al 30 settembre 2025 e ai criteri aggiornati dal decreto correttivo al Codice degli Appalti. Le istanze totali sono state 3.717 per “Lavori” e 3.996 per “Servizi e forniture”, con 30 qualifiche “con riserva”.
Analizzando i livelli di qualificazione, circa il 64% degli enti di ciascun settore raggiunge il livello massimo, mentre il livello intermedio e minimo riguarda rispettivamente il 20-23% e il 13-18% dei casi. Per le centrali di committenza, il livello massimo sale all’85% per “Lavori” e al 80% per “Servizi e forniture”.
Il confronto con il biennio precedente evidenzia alcune variazioni: nel settore “Lavori”, 2.239 enti mantengono la qualifica mentre 80 perdono lo status e 149 acquisiscono la qualifica per la prima volta. Nel settore “Servizi e forniture”, 2.619 mantengono la qualifica, ma 226 precedentemente qualificate ora non lo sono, a causa di modifiche nei criteri di esperienza considerata.
Il report segnala anche l’utilizzo della “clausola di salvaguardia”, applicata dal 21% degli enti di “Lavori” e dal 34% di quelli di “Servizi e forniture”, che permette di mantenere temporaneamente il livello di qualificazione precedente in caso di punteggio aggiornato inferiore.
Ulteriori dettagli su punteggi, distribuzione geografica e qualificazioni specifiche sono disponibili nel report completo pubblicato sul portale Anac.
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Qualificazione stazioni appaltanti e centrali di committenza – dati al 30.09.2025.pdf0.6MB