ROMA – Nel corso della seconda e ultima giornata degli Stati generali dei piccoli Comuni, l’appuntamento conclusivo del progetto P.I.C.C.O.L.I. promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e attuato dall’Anci, dopo la relazione introduttiva di Alessandro SANTONI, Coordinatore nazionale Consulta Piccoli Comuni ANCI e Sindaco del Comune di San Benedetto Val di Sambro, sono state presentate le proposte dei tavoli di lavoro dei quattro tavoli tematici.
Per il “Personale nei piccoli comuni”, Antonio Briscione, sindaco del Comune di Contursi Terme, ha dichiarato: “Salve a tutti, vorrei innanzitutto ringraziare il presidente Manfredi, la segretaria generale e tutti i colleghi presenti. Nei precedenti interventi sono emerse criticità importanti: non possiamo più rimandare le soluzioni, che vanno analizzate in chiave nuova”.
Il primo nodo, ha sottolineato Briscione, riguarda la carenza di personale nei piccoli comuni: “Nel mio comune, ad esempio, non ci sono categorie C, solo due categorie B, tutte con contratti extra lsu. Questo rende quasi impossibile implementare misure come quelle della PNRR o gestire le attività quotidiane, con tre responsabili di part-time provenienti da tre comuni diversi”.
Il sindaco ha evidenziato l’impatto dell’invecchiamento del personale e della mobilità verso i piccoli comuni: “L’incremento dell’età media e la carenza cronica dei segretari comunali, con l’82% delle sedi vacanti nei comuni sotto i 3.000 abitanti, rischiano di minare la stabilità amministrativa”.
Briscione ha quindi indicato le tre priorità emerse dal confronto con i colleghi: “Prima, garantire un organico minimo e stabile. Secondo, semplificare i vincoli finanziari e contabili, estendere la sterilizzazione dei tetti di spesa del trattamento economico dei segretari a tutti i comuni sotto i 5.000 abitanti. Terzo, alimentare il fondo di perequazione con risorse specifiche per i piccoli comuni, assicurando così continuità e stabilità delle funzioni amministrative”.
Il sindaco ha chiuso con un appello: “Dobbiamo fare squadra per rendere queste misure operative e stabili, evitando ulteriori ritardi. Solo così possiamo garantire ai cittadini servizi efficienti e una gestione sicura dei piccoli comuni”.
Per quanto riguarda le “Gestioni associate”, Angela Zibordi, sindaco del Comune di San Giovanni Del Dosso, ha dichiarato: “Ieri, durante il dibattito dedicato alle gestioni associate, è emersa la conferma di quanto già discusso nei dipartimenti regionali dei piccoli comuni e nel coordinamento nazionale: da soli i comuni fanno fatica a gestire servizi complessi. Non si tratta di forzare le unioni, ma di stimolarle, semplificando procedure e offrendo flessibilità, così che le scelte derivino dalle esigenze specifiche dei singoli territori”.
Zibordi sottolinea l’importanza di “realizzare risultati concreti, soprattutto in termini di servizi efficaci, e valorizzare asset economici, culturali, ambientali e storici condivisi. L’idea è evitare la sovrapposizione di troppe strutture e puntare su un’azione coordinata delle unioni di comuni, non solo per la comunità locale, ma anche verso l’esterno”.
Il sindaco evidenzia poi la necessità di “superare i limiti normativi e di personale, facilitando le assunzioni e garantendo continuità strategica pluriennale alle unioni. Così il personale e gli amministratori coinvolti avranno ruoli chiari e riconosciuti, con responsabilità proporzionate all’impegno richiesto”.
Infine, Zibordi conclude: “Le unioni devono essere riconoscibili dai cittadini e dagli enti sovraordinati, perché solo così possono partecipare ai bandi e offrire servizi maggiori ed efficienti. Questa è la strada per rafforzare la cooperazione tra piccoli comuni e valorizzare le loro potenzialità”.
Il sindaco di Montalto delle Marche, Daniel Matricardi, ha dichiarato: “Il progetto Vicoli rappresenta due giorni fondamentali per noi amministratori dei piccoli comuni. La metodologia applicata e il lavoro svolto ieri ci hanno permesso di partire da un’analisi concreta, confrontarci e poi restituire risultati utili”.
Sottolinea l’importanza dei dati emersi: “I piccoli comuni costituiscono un comparto sano della pubblica amministrazione: l’avanzo disponibile supera il miliardo e 800 milioni, mentre il tasso di dissesto è solo dell’1,2%, inferiore alla media nazionale. Tuttavia, è un dato da approfondire, perché un avanzo elevato può anche nascondere criticità nella spesa corrente”.
Il sindaco evidenzia anche la capacità dei piccoli comuni di investire: “Nel 2025 hanno destinato il 27% del comparto, pari a 5,9 miliardi, a investimenti straordinari, grazie al PNRR. Questo ha richiesto amministratori capaci di sostituirsi ai dipendenti e di andare oltre il loro ruolo tradizionale”.
Matricardi ha inoltre ribadito la necessità di supporti strutturali: “È fondamentale incentivare e accompagnare con norme e funzioni questo processo, garantire la stabilizzazione del personale e trovare formule per limitare la fuga dei dipendenti verso comuni più grandi. Anche la creazione di segretari comunali a servizio condiviso potrebbe aiutare i piccoli comuni”.
Sull’autonomia finanziaria e i trasferimenti: “I piccoli comuni dipendono in misura maggiore dai fondi statali. È quindi cruciale reintrodurre finanziamenti per piccole e medie opere, semplificare i bilanci e accompagnare la spesa corrente per evitare difficoltà nei prossimi anni”.
Infine, il sindaco conclude: “Serve un utilizzo più incisivo delle risorse disponibili, una maggiore flessibilità nell’impiego dell’avanzo libero e un supporto costante dallo Stato, anche per servizi a minori, disabili e istruzione. L’esperienza del progetto Vicoli deve diventare un modello permanente di formazione, confronto e rete tra piccoli comuni”.
Stefania Russo, sindaca del Comune di Bovino, ha illustrato i risultati del tavolo di lavoro “Le persone che vivono nei piccoli comuni”. “Il tavolo sulle persone è stato molto frequentato e il dibattito davvero stimolante”, ha dichiarato la Russo, “Chi vive nei piccoli comuni è orgoglioso del proprio territorio e spesso chiede interventi concreti. I cittadini ci domanderanno, quando torneremo dagli Stati Generali dei piccoli comuni, quali decisioni sono state prese, e per questo ho apprezzato l’intervento della segretaria generale, che ha sottolineato l’urgenza di agire, soprattutto davanti al calo demografico previsto”.
La sindaca ha evidenziato come i piccoli comuni possano rappresentare “un laboratorio di buone pratiche” utili anche ad altre realtà urbane colpite da spopolamento, pur con problematiche diverse. “Non sono tutti uguali: ci sono comuni urbani con alta densità e problemi di trasporti e servizi scolastici, comuni turistici con grandi flussi stagionali, e comuni interni fragili, vittime sia dello spopolamento sia di un tessuto economico debole”.
Russo ha sottolineato l’importanza del coordinamento a livello nazionale: “Abbiamo bisogno di una cabina di regia tra ministeri e soggetti che definiscono politiche per i piccoli comuni, affinché gli interventi non siano scollegati tra loro. Il lavoro di questi due giorni diventerà un documento da portare all’attenzione del governo, con il supporto del presidente Manfredi”.
Tra i temi affrontati anche il valore dei “servizi ecosistemici”: “I piccoli comuni non sono solo borghi vuoti, ma territori che gestiscono risorse essenziali per tutta Italia, dalla manutenzione dei corsi d’acqua alla produzione di energia alternativa. Chiediamo che questo valore diventi anche economico”.
Non sono mancate proposte concrete per sviluppo e attrattività: incentivi fiscali per giovani, famiglie e imprese, fondi per servizi di prossimità, esenzioni IVA per opere pubbliche, telemedicina e contrasto alla desertificazione bancaria. “Servizi essenziali come scuola e sanità sono fondamentali: serve anche abbassare il numero minimo di alunni per le classi nei piccoli comuni e rafforzare la governance territoriale”.
“Il turismo non è la panacea, ma un’opportunità di sviluppo, soprattutto con infrastrutture leggere come cammini, ciclovie e percorsi naturalistici”, ha aggiunto Russo. “Il nostro obiettivo è attrarre residenti senza rinunciare alle risorse statali, garantendo sostegno per misure concrete. Progetti come questi ci aiutano a sentirci parte di una rete e a elaborare iniziative comuni”.