Nel quadro del riesame intermedio della Politica di coesione 2021-2027, l’Italia ha avviato una significativa riprogrammazione delle risorse, indirizzandole verso nuove priorità strategiche europee e nazionali. L’operazione conferma la capacità di adattamento dei programmi al mutato contesto socio-economico.
Una parte rilevante degli interventi è collegata all’attuazione della piattaforma europea STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), avviata nell’agosto 2024, che ha coinvolto complessivamente risorse pari a 4,3 miliardi di euro. Il riesame intermedio si è concluso con la presentazione alla Commissione europea delle proposte di modifica da parte di 35 programmi su 48, consentendo di riprogrammare circa 2,9 miliardi di euro in quota UE, cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale.
Nel complesso, sono circa 7 miliardi di euro di risorse europee, a cui si sommano i contributi nazionali, destinati a rispondere alle principali sfide del Paese. Le risorse sono state orientate verso la competitività delle imprese, ma anche su ambiti chiave come l’edilizia abitativa sostenibile, a cui sono destinati circa 1,1 miliardi di euro, la gestione e la resilienza delle risorse idriche (629 milioni), la transizione energetica (396 milioni) e il rafforzamento della capacità di difesa, anche a fini civili (189 milioni).
Ulteriori 415 milioni di euro sono stati assegnati al Fondo Sociale Europeo Plus per interventi su formazione e occupazione nei settori legati alle tecnologie strategiche e alla preparazione civile.
Particolare attenzione è stata riservata alla priorità dell’edilizia abitativa, che assume un ruolo centrale nella nuova impostazione dei programmi europei. A questo ambito risultano destinati complessivamente circa 1,5 miliardi di euro, includendo il cofinanziamento nazionale, con la previsione di ulteriori 478 milioni di euro derivanti dalle prossime riprogrammazioni. L’intervento si inserisce nel quadro dell’Intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni il 29 dicembre 2025.
Maggiori informazioni nella nota del Dipartimento per le politiche di coesione