Energia e Ambiente 31 Marzo 2026, di Danilo Grossi
I dati Eurostat fotografano un'Europa ancora lontana dall'obiettivo rifiuti zero: la produzione media pro capite cresce rispetto al 2023, con forti divari tra gli Stati membri. Per i Comuni italiani, gestione e riciclo restano una sfida strategica
Nel 2024 ogni cittadino europeo ha prodotto in media 517 kg di rifiuti municipali, sei chilogrammi in più rispetto ai 511 kg del 2023. Lo certificano i dati più recenti diffusi da Eurostat (dataset env_wasmun), che confermano una tendenza alla crescita già visibile nel confronto con il 2014, quando la media si attestava a 479 kg pro capite: un aumento di 38 kg pari all’8% in un decennio.
La fotografia europea nasconde, tuttavia, differenze molto marcate tra gli Stati membri. Se Austria (782 kg, dato 2023), Danimarca (755 kg) e Belgio (699 kg) si collocano largamente al di sopra della media, Romania (305 kg, dato 2023), Estonia (375 kg) e Polonia (387 kg) registrano i valori più contenuti. Un divario di quasi 480 kg tra il Paese più virtuoso e quello con la produzione più elevata, che riflette differenze strutturali nei modelli di consumo, nei sistemi di raccolta e nella capacità di intercettazione dei flussi di scarto.
Un divario di quasi 480 kg pro capite tra il Paese con meno rifiuti e quello con più: l’Europa della gestione urbana è ancora profondamente disomogenea.
Un decennio di tendenze opposte tra i Paesi UE
Dal 2014 al 2024, venti Paesi su ventisette hanno registrato un aumento della produzione di rifiuti municipali pro capite. Gli incrementi più significativi si osservano in Belgio (+274 kg), Cechia (+228 kg) e Austria (+217 kg), Paesi che combinano alti livelli di consumi con sistemi di rilevazione più capillari. All’opposto, i cali più marcati riguardano Paesi Bassi (-54 kg), Danimarca (-53 kg) e Finlandia (-25 kg), dove politiche di prevenzione dei rifiuti e responsabilità estesa del produttore hanno dato risultati concreti.
Il dato è rilevante per le amministrazioni locali italiane: la gestione dei rifiuti urbani è una competenza primariamente municipale, e la capacità di ridurre i volumi prodotti incide direttamente sui costi del servizio, sulle tariffe TARI e sugli obiettivi ambientali imposti dalla normativa europea.
PAESE
KG/PERSONA
ANNO
TREND VS 2014
I tre Paesi con più rifiuti pro capite
Austria
782 kg
2023*
+217 kg vs 2014
Danimarca
755 kg
2024
-53 kg vs 2014
Belgio
699 kg
2024
+274 kg vs 2014
I tre Paesi con meno rifiuti pro capite
Polonia
387 kg
2024
dato in crescita
Estonia
375 kg
2024
dato in crescita
Romania
305 kg
2023*
il più basso UE
* Dato 2023, più recente disponibile. Fonte: Eurostat, env_wasmun
Il riciclo cresce, ma lentamente
Sul fronte della valorizzazione dei materiali, l’UE ha riciclato nel 2024 una media di 248 kg di rifiuti municipali per abitante, pari al 48,1% del totale generato. Un progresso rispetto al 48,0% del 2023 (246 kg) e significativamente superiore al 43,0% del 2014 (208 kg pro capite), ma ancora lontano dall’obiettivo del 55% fissato dalla Direttiva europea sui rifiuti per il 2025.
Il miglioramento del tasso di riciclo, se da un lato è incoraggiante, deve essere letto insieme alla crescita assoluta della produzione: riciclare una quota maggiore di un totale che aumenta non risolve il problema alla radice. La sfida per le prossime stagioni è quella di disaccoppiare definitivamente crescita economica e produzione di rifiuti, agendo sulla prevenzione a monte piuttosto che solo sulla gestione a valle.
Il tasso di riciclo UE sale al 48,1%, ma l’obiettivo europeo del 55% entro il 2025 rimane ancora fuori portata per la maggior parte degli Stati membri.
Le implicazioni per i Comuni italiani
Per i sindaci e gli assessori all’ambiente, questi dati europei offrono una bussola utile. L’Italia si colloca storicamente su livelli di produzione di rifiuti pro capite vicini alla media UE, con performance di riciclo in crescita grazie alla diffusione della raccolta differenziata. Tuttavia, permangono forti differenze interne tra Nord e Sud del Paese, e tra grandi città e piccoli Comuni.
Il PNRR ha destinato risorse significative agli impianti di trattamento e ai sistemi di raccolta, offrendo ai Comuni un’opportunità concreta per modernizzare le infrastrutture. Ma il vero salto qualitativo richiede anche politiche di prevenzione a livello locale: riduzione degli imballaggi, promozione del riuso, educazione ambientale nelle scuole, incentivi tariffari per i comportamenti virtuosi. Strumenti che i dati Eurostat indicano come decisivi per avvicinarsi ai Paesi leader europei.
Fonte: Eurostat, dataset env_wasmun – Municipal waste statistics, 2024