La Commissione parlamentare di vigilanza sui servizi radiotelevisivi ha approvato le disposizioni che regolano la comunicazione politica della Rai in vista del referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma costituzionale dell’ordinamento giurisdizionale e sull’istituzione della Corte disciplinare. Le norme entreranno in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e resteranno valide fino alla conclusione della consultazione.
Il provvedimento impone al servizio pubblico di garantire la massima informazione possibile sul quesito referendario, nel rispetto rigoroso di pluralismo, imparzialità, indipendenza e parità di trattamento tra le opposte indicazioni di voto. In tutte le trasmissioni che trattano il tema, gli spazi dovranno essere divisi in parti uguali tra sostenitori del “sì” e del “no”.
Durante la campagna la programmazione dedicata al referendum potrà avvenire solo attraverso specifiche forme: tribune e confronti tra le parti, messaggi politici autogestiti e programmi di informazione giornalistica. Nei contenuti di intrattenimento e nelle trasmissioni non informative sarà vietata la presenza di esponenti politici o di riferimenti al voto.
La Rai dovrà inoltre predisporre programmi esplicativi sul quesito e sulle modalità di votazione, con linguaggio accessibile e strumenti di inclusione come sottotitoli e lingua dei segni. Tutti i contenuti saranno raccolti anche su una sezione dedicata della piattaforma RaiPlay.
Potranno partecipare alle trasmissioni i delegati parlamentari promotori del referendum, le forze politiche rappresentate in Parlamento o al Parlamento europeo, i gruppi misti e organismi collettivi di rilevanza nazionale interessati al tema, previa richiesta formale e dichiarazione della posizione di voto.
Le tribune referendarie dovranno privilegiare il contraddittorio diretto e non potranno andare in onda nel giorno precedente il voto. I confronti televisivi e radiofonici, moderati da giornalisti Rai, dovranno garantire tempi di parola identici e condizioni paritarie. Anche i messaggi autogestiti saranno distribuiti equamente tra le due posizioni.
Per quanto riguarda l’informazione, telegiornali, giornali radio e programmi di approfondimento saranno tenuti a rispettare con particolare rigore l’equilibrio tra le parti, evitando situazioni di vantaggio per uno dei due schieramenti. La presenza del tema referendario dovrà essere significativa e non relegata a fasce orarie marginali.
Il provvedimento prevede inoltre misure per l’accessibilità alle persone con disabilità, la sospensione dei programmi di accesso fino al termine della consultazione e un monitoraggio continuo del rispetto delle regole, con possibile intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in caso di squilibri.
L’obiettivo dichiarato è assicurare ai cittadini un’informazione completa e imparziale su una consultazione che riguarda la revisione di parti rilevanti della Costituzione, favorendo una partecipazione consapevole al voto.