Il corretto smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) è una pratica fondamentale ma spesso sottovalutata. Questi rifiuti, che comprendono elettrodomestici, computer, smartphone, televisori, lampadine e utensili elettrici, contengono infatti sia materiali preziosi recuperabili sia sostanze pericolose per l’ambiente e per la salute umana.
I RAEE sono tutti quei dispositivi che funzionano grazie all’elettricità, a batterie o a campi elettromagnetici e che, una volta dismessi, diventano rifiuti. La loro diffusione capillare rende enorme anche la quantità prodotta: secondo i dati di Erion WEEE, nel mondo si generano ogni anno circa 54 milioni di tonnellate di RAEE, ma solo il 17,4% viene raccolto e trattato correttamente. Eppure si tratta di una vera miniera urbana: se recuperati, i materiali contenuti possono essere riutilizzati secondo i principi dell’economia circolare, evitando sprechi di risorse naturali e riducendo l’inquinamento.
Nelle abitazioni italiane si stima siano conservati oltre 200 milioni di apparecchi elettronici non più utilizzati, in media circa otto per famiglia. Molti restano dimenticati in cassetti e cantine, quando invece potrebbero essere avviati al riciclo attraverso canali gratuiti previsti dalla legge.
Le modalità di conferimento sono diverse. I cittadini possono portare i RAEE nei centri di raccolta comunali, senza alcun costo. In alternativa, al momento dell’acquisto di un nuovo apparecchio, il negoziante è obbligato a ritirare quello vecchio equivalente: è il servizio “uno contro uno”. Ancora più semplice è il ritiro “uno contro zero”, che consente di consegnare piccoli dispositivi — con dimensioni inferiori a 25 centimetri — nei grandi negozi di elettronica (oltre 400 metri quadrati) senza obbligo di acquisto. Smartphone, caricabatterie e lampadine possono quindi essere smaltiti facilmente durante una normale visita in negozio.
Gettare questi rifiuti nell’indifferenziata è invece vietato e pericoloso. A livello globale, oltre 44 milioni di tonnellate di RAEE sfuggono ogni anno ai sistemi ufficiali di raccolta e finiscono in discariche abusive, traffici illegali o combustioni non controllate, con gravi conseguenze ambientali.
Secondo la ricerca “Missione RAEE: Zero scuse”, realizzata da Legambiente con il supporto di Erion WEEE, il servizio “uno contro zero” è ormai ampiamente disponibile. A dieci anni dall’introduzione della normativa, un monitoraggio in incognito su 141 punti vendita di otto regioni italiane ha rilevato che nell’86% dei negozi è stato possibile conferire senza difficoltà piccoli RAEE.
Un comportamento responsabile da parte dei cittadini — evitare l’abbandono e utilizzare i servizi gratuiti disponibili — rappresenta quindi un passo concreto per ridurre l’impatto dei rifiuti tecnologici, recuperare materie prime e proteggere l’ambiente.
Maggiori informazioni nella nota Legambiente