Con un decreto del 13 gennaio 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 marzo, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha definito criteri e modalità di riparto delle risorse del Fondo regionale di protezione civile per l’anno 2025.
Il provvedimento attua quanto previsto dal decreto-legge n. 95 del 2025, che ha stanziato complessivamente 20 milioni di euro per il fondo. Di questa somma, il 40% è destinato al potenziamento del sistema di protezione civile di regioni ed enti locali, mentre il restante 60% — pari a 12 milioni di euro — sarà utilizzato per concorrere agli interventi urgenti necessari a fronteggiare emergenze di rilievo regionale causate da eventi calamitosi naturali o legati all’attività umana.
Le risorse sono destinate in particolare a tre ambiti principali: soccorso e assistenza alla popolazione colpita, ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche e prime misure di sostegno economico e sociale a cittadini e imprese direttamente interessati dagli eventi.
Per accedere ai finanziamenti le regioni devono dichiarare lo stato di emergenza di rilievo regionale e svolgere un’istruttoria tecnica, anche con sopralluoghi, per verificare il nesso tra i danni e l’evento calamitoso e quantificare il fabbisogno degli interventi. La richiesta di accesso al fondo, accompagnata dalla relazione tecnica, deve essere trasmessa al Dipartimento della Protezione civile.
Il Dipartimento effettuerà a sua volta una verifica della documentazione e procederà alla ripartizione delle risorse in proporzione ai fabbisogni ritenuti ammissibili. L’assegnazione alle regioni interessate sarà formalizzata con un successivo decreto del ministro, previsto entro il 30 marzo 2026.
Il decreto prevede inoltre attività di monitoraggio sull’utilizzo delle risorse, con relazioni semestrali da parte delle regioni e la costituzione di un apposito gruppo di lavoro presso il Dipartimento della Protezione civile. Eventuali fondi residui resteranno nella disponibilità del Fondo regionale.
Il testo del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale