Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha adottato, con il decreto n. 20 del 12 febbraio 2026, il nuovo Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il documento traccia la strategia nazionale per l’anno in corso, ponendosi in continuità con le azioni intraprese nel 2025 e recependo le novità introdotte dal recente decreto legge n. 159 del 31 ottobre 2025.
Una strategia basata sulla prevenzione
Il cuore del piano è l’approccio partecipativo: l’obiettivo dichiarato è il consolidamento di una cultura della sicurezza che non sia percepita solo come un obbligo normativo, ma come un valore etico essenziale per il benessere collettivo e la produttività. Le attività si muovono su due binari paralleli: da un lato la prevenzione e protezione, attraverso campagne di sensibilizzazione e formazione; dall’altro una vigilanza mirata, coordinata dall’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl).
Gli interventi per il 2026
Il piano prevede diverse linee d’azione che coinvolgono attivamente anche l’Inail. Ecco i punti salienti:
- sostegno alle imprese: a partire dal 1° gennaio 2026, l’Inail è autorizzato a rivedere le aliquote in ottica “bonus”, premiando le aziende virtuose che dimostrano un basso indice infortunistico. Al contrario, le imprese con condanne definitive per violazioni gravi saranno escluse dai benefici e dalla Rete del lavoro agricolo di qualità;
- formazione e giovani: grande attenzione è rivolta al mondo della scuola. È in fase di definizione un nuovo protocollo d’intesa con il Ministero dell’istruzione per inserire la cultura della sicurezza nei percorsi di formazione scuola-lavoro e nell’insegnamento dell’educazione civica;
- innovazione e tecnologia: il piano valorizza l’uso delle nuove tecnologie per il monitoraggio dei rischi. Tra i progetti di punta figura Worklimate, un sistema di allerta per lo stress termico che fornisce indicatori previsionali per proteggere chi lavora all’aperto durante le ondate di calore;
- tracciamento dei “mancati infortuni”: una delle novità principali riguarda l’adozione di linee guida per identificare e analizzare i cosiddetti “near miss” (mancati incidenti) nelle imprese con più di quindici dipendenti, al fine di intervenire prima che si verifichi un infortunio reale.
Il ruolo della patente a crediti
Prosegue inoltre l’attuazione della patente a crediti per le imprese e i lavoratori autonomi nei cantieri. Il ministero sta definendo i criteri per l’assegnazione dei crediti aggiuntivi, incentivando l’adozione di standard di sicurezza superiori ai minimi di legge.
L’intero impianto normativo mira a ridurre sistematicamente gli infortuni, puntando sulla responsabilizzazione di tutti gli attori: datori di lavoro, lavoratori e istituzioni, uniti verso il traguardo della “Visione Zero”.
Con il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali 12 febbraio 2026, n. 20 è stato adottato il “Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro anno 2026”.