Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che dà attuazione alla direttiva europea sulla parità retributiva tra uomini e donne. Il provvedimento, presentato dai ministri Tommaso Foti, Marina Calderone ed Eugenia Roccella, introduce nuove misure per rafforzare la trasparenza salariale e contrastare le disparità ingiustificate, nei settori pubblico e privato.
Le nuove regole si applicano a tutti i rapporti di lavoro subordinato, sia a tempo determinato sia indeterminato, e chiariscono le nozioni di “stesso lavoro” e di “lavoro di pari valore”, definendo i criteri in base ai quali lavoratori e lavoratrici possono essere comparati. Centrale il ruolo della contrattazione collettiva, individuata come riferimento per la classificazione delle mansioni e dei trattamenti economici, secondo criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere.
Il decreto rafforza gli obblighi di trasparenza già nella fase di accesso al lavoro: negli annunci dovranno essere indicati la retribuzione iniziale o la fascia retributiva prevista, mentre viene vietato ai datori di lavoro di basare le offerte sulla storia salariale dei candidati, che non potrà essere richiesta in fase di selezione.
Per chi è già occupato viene riconosciuto un diritto di informazione individuale, esercitabile anche in presenza di un sospetto di discriminazione, che consente di conoscere il proprio livello retributivo e quelli medi dei colleghi che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Le aziende potranno rendere disponibili queste informazioni anche in modo proattivo, tramite intranet o aree riservate dei siti aziendali.
I sistemi di classificazione e determinazione delle retribuzioni dovranno basarsi su competenze, impegno, responsabilità e condizioni di lavoro. In caso di uno scostamento retributivo superiore al 5 per cento tra uomini e donne non adeguatamente giustificato, scatterà l’obbligo di motivazione per il datore di lavoro e il coinvolgimento delle parti sociali, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e degli organismi di parità per individuare le misure correttive.
Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali viene infine istituito un organismo con funzioni di monitoraggio e supporto all’attuazione delle nuove disposizioni. Se vuoi, posso anche accorciare ulteriormente il pezzo o adattarlo allo stile di una testata specifica.
Fonte: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri