Oltre 105 milioni di euro destinati alle Regioni per rafforzare le politiche di contrasto alla violenza di genere e promuovere i diritti e le pari opportunità. È quanto prevede il decreto del 29 dicembre 2025 della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 32 del 9 febbraio 2026.
Il provvedimento disciplina la ripartizione, per l’anno 2025, delle risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità e del Fondo contro le discriminazioni e la violenza di genere, in attuazione del Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2025-2027 e della Strategia nazionale per la parità di genere.
La quota più consistente, pari a 44 milioni di euro, è destinata al finanziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio già attivi sul territorio, con una suddivisione paritaria tra le due tipologie di strutture. Altri 5 milioni sono riservati alla realizzazione di nuovi centri antiviolenza, mentre 20 milioni serviranno per l’acquisto o la realizzazione di immobili da adibire a case rifugio.
Il decreto stanzia inoltre 24,5 milioni di euro per interventi regionali finalizzati alla prevenzione della violenza e all’empowerment femminile: 6,5 milioni per azioni di sostegno, accompagnamento e reinserimento delle donne vittime di violenza e 18 milioni per iniziative mirate all’autonomia economica, al reinserimento lavorativo, alla formazione e alla sensibilizzazione contro stereotipi e molestie, anche nei luoghi di lavoro.
Ulteriori risorse sono destinate alla formazione permanente degli operatori (6 milioni), alla prevenzione e al contrasto delle mutilazioni genitali femminili (500 mila euro) e al sostegno delle associazioni del terzo settore impegnate nella lotta alle discriminazioni e alla violenza di genere, attraverso il Fondo dedicato da 5,7 milioni di euro.
La ripartizione avviene sulla base di criteri condivisi in Conferenza Stato-Regioni, tenendo conto della popolazione residente, della presenza delle strutture sul territorio e dei parametri del Fondo nazionale per le politiche sociali. Le Regioni dovranno ora presentare specifiche note programmatiche per accedere alle risorse e definire gli interventi da realizzare, in un’ottica di rafforzamento omogeneo della rete dei servizi antiviolenza su tutto il territorio nazionale.
Fonte: Gazzetta Ufficiale