Il numero dei matrimoni in Italia continua a diminuire. Nel 2024 le celebrazioni sono state 173.272, in calo del 5,9% rispetto al 2023, con un calo più marcato al Sud (-8,3%) e una diminuzione costante anche nei primi nove mesi del 2025. La riduzione riguarda soprattutto i matrimoni religiosi, scesi dell’11,4%, mentre quelli civili rappresentano ormai il 61,3% del totale.
I primi matrimoni sono stati 130.488 (-6,7%), con un’età media di 34,8 anni per gli uomini e 32,8 per le donne. La diminuzione è legata sia alla riduzione della popolazione giovane, per effetto della denatalità, sia a cambiamenti culturali che favoriscono convivenze stabili senza matrimonio. Le libere unioni sono quasi quadruplicate negli ultimi vent’anni, passando da 440mila a oltre 1,7 milioni.
Anche le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono diminuite: 2.936 nel 2024 (-2,7%), con predominanza di coppie maschili (54,8%). Per quanto riguarda i matrimoni misti, quelli con almeno uno sposo straniero sono stati 29.309 (-1,4%), con una prevalenza di uomini italiani sposati con donne straniere.
Sul fronte delle separazioni e dei divorzi, il trend è anch’esso in calo: 75.014 separazioni (-9%) e 77.364 divorzi (-3,1%). Tre separazioni su quattro e quasi un quarto dei divorzi si concludono con procedure extragiudiziali, più rapide e meno costose rispetto ai tribunali.
Il quadro generale conferma un’Italia che si sposa sempre più tardi, con il rinvio delle nozze legato all’allungamento degli studi, alle difficoltà lavorative e alla diffusione delle convivenze prematrimoniali. Il sabato resta il giorno preferito per celebrare matrimoni e unioni civili, mentre la stagione estiva, da aprile a ottobre, concentra oltre otto celebrazioni su dieci.
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