Non è più solo una nicchia per appassionati, ma un motore economico per il paese. Il cicloturismo chiude il 2025 con 49 milioni di presenze e un impatto economico sui territori di 6,4 miliardi di euro. Numeri da record emersi dal 6° Rapporto “Viaggiare con la bici 2026”, realizzato da Isnart e Legambiente in collaborazione con l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, presentato nel corso della Fiera del Cicloturismo di Padova che si è aperta il 27 marzo..
Un turismo in…“rosa”
La fotografia scattata dal Rapporto mostra un viaggiatore esigente e dinamico. La bicicletta non è il fine ultimo, ma il mezzo: 1 cicloturista su 2 abbina la pedalata alla visita di centri storici, musei e alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche. La sorpresa del 2026 è il cambio di passo demografico, si registra un’impennata della componente femminile +17% rispetto all’anno precedente, arrivando a rappresentare il 47% del totale.
“La domanda è in rosa”, ha commentato Credaro, Presidente di Isnart, auspicando che il fenomeno stimoli una auto-imprenditorialità femminile del settore. Parallelamente, anche la Generazione Z raddoppia la quota (17%), segno di una sensibilità crescente dei giovanissimi verso forme di viaggio attive e sostenibili.
Sale la spesa media, cresce il noleggio
Viaggiare a pedali fa bene alle casse locali. Il cicloturista del 2025 ha speso più del passato: 69 euro al giorno per l’alloggio e 91 euro per beni e servizi (ristorazione, prodotti tipici e wellness), contro i 70 euro registrati nel 2024. A sostenere la domanda è un’offerta di servizi capillare, sebbene il numero di imprese di noleggio sia stabile, i punti di servizio sul territorio sono aumentati del 47% dal 2019.
“Il noleggio è un indicatore dello stato di salute del settore, spiega Venneri di Legambiente, il cicloturismo genera una “buona economia distribuita” capace di rivitalizzare anche le aree interne”.
Nonostante l’entusiasmo e il boom di espositori alla Fiera di Padova (+63%), gli esperti avvertono: per restare competitivi sui mercati esteri serve un salto di qualità. Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo, è chiara: ” i dati evidenziano la crescita di un movimento che meriterebbe una policy nazionale dedicata”.
L’Italia ha la maglia rosa del potenziale turistico, ma la sfida per il futuro resta l’integrazione dei servizi e la creazione di infrastrutture sicure e connesse, sul modello di buone pratiche estere come la rete europea Women in Cycling o i campus itineranti ungheresi per studenti. La strada è tracciata, ma bisogna continuare a pedalare.
Fonte: Legambiente