Il volto delle coste italiane sta cambiando, diventando “rigido” per rispondere all’assedio del mare. Secondo i dati pubblicati dall’ISPRA nel nuovo Geodatabase delle opere di difesa, il 18% dei litorali (1.500 km) è interessato dalla presenza di barriere artificiali. Un dato in crescita: rispetto al 2000, le opere sono aumentate del 27%, con la Calabria che guida la classifica con un incremento del 66%.
L’assedio del clima e la fragilità dei territori
La pubblicazione del database cade in un momento critico, eventi estremi come il ciclone Harry, che ha flagellato Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono anomalie, ma segnali di una tendenza strutturale. L’innalzamento del livello del mare e l’intensità delle mareggiate accelerano l’erosione, spingendo le amministrazioni a correre ai ripari. Tuttavia, il Rapporto evidenzia un paradosso: se da un lato le scogliere proteggono tratti specifici, dall’altro possono bloccare il naturale trasporto dei sedimenti, impedendo il ripascimento spontaneo delle spiagge vicine.
Una mappa per il futuro: il GeoDB
Per gestire la criticità l’ISPRA lancia la mappa della “difesa costiera” e rende disponibile gratuitamente un GeoDB che mappa le 11.000 opere rigide:
- in Liguria: prevalgono i “pennelli” (scogliere perpendicolari alla riva)
- sull’Adriatico: dominano le scogliere staccate per smorzare l’energia delle onde
- in Calabria: spiccano i grandi sistemi a “T” sul versante tirrenico
“Conoscere l’esatto posizionamento e la tipologia di queste strutture è la chiave per una pianificazione coordinata”, spiegano gli esperti. Lo strumento non è solo un censimento, ma una base scientifica per i futuri ripascimenti delle spiagge e per misure di adattamento a livello locale.
Il database, conforme alla direttiva europea INSPIRE, è destinato a un salto di qualità grazie ai fondi del PNRR-MER (Marine Ecosystem Restoration), che permetteranno aggiornamenti ad alta risoluzione. In un’epoca di crisi climatica, la difesa del suolo non può prescindere da una mappatura millimetrica di ciò che è stato costruito. Tutti i dati sono consultabili e scaricabili gratuitamente al link: https://tinyurl.com/4nybzxpf
Fonte: ISPRA