Il Consiglio dei ministri, riunito l’11 febbraio 2026 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha approvato un disegno di legge in materia di immigrazione e protezione internazionale, su proposta dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Il provvedimento, per il quale l’Esecutivo chiede una rapida calendarizzazione in Parlamento, punta a rafforzare il contrasto all’immigrazione irregolare e ad adeguare l’ordinamento italiano al Patto europeo su migrazione e asilo del 14 maggio 2024.
La riforma si articola in due parti: una con norme immediatamente efficaci dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’altra che conferisce al Governo una delega di sei mesi per adottare i decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive Ue e all’adeguamento ai nuovi regolamenti europei.
Tra i punti centrali figura il rafforzamento delle misure di controllo alle frontiere, con procedure specifiche per la gestione di afflussi massicci e la possibilità di interdire le acque territoriali in caso di gravi minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale. Viene inoltre disciplinato in modo organico il trattenimento dei richiedenti asilo durante l’esame della domanda e ampliata la possibilità per il giudice di disporre l’espulsione con sentenza di condanna, prevedendo anche procedure accelerate per l’allontanamento degli stranieri detenuti.
Il testo introduce una procedura di rimpatrio direttamente alla frontiera o nelle zone di transito per i cittadini provenienti da Paesi considerati sicuri o con domande manifestamente infondate. Previsto anche un sistema di sorveglianza integrata delle frontiere esterne, in collaborazione con le agenzie europee, per intervenire in modo preventivo sulle rotte migratorie.
Sul fronte della protezione complementare e dei ricongiungimenti familiari, il disegno di legge stabilisce criteri più stringenti per evitare abusi. Il riconoscimento dei titoli sarà legato alla verifica dell’effettività dei legami familiari e del grado di integrazione, escludendo i soggetti condannati per reati che ne attestino la pericolosità sociale. La delega al Governo definirà inoltre criteri più rigorosi per individuare i familiari aventi diritto al ricongiungimento.
Modifiche rilevanti riguardano anche il sistema di accoglienza: i benefici saranno subordinati alla permanenza nel centro assegnato e potranno essere revocati in caso di violazione delle regole o di disponibilità di mezzi economici sufficienti, con obbligo di rimborso delle spese sostenute dallo Stato. Inasprite infine le sanzioni per chi non rispetta gli ordini di allontanamento e rafforzati i poteri di controllo per l’identificazione degli stranieri.
Il disegno di legge definisce inoltre il quadro di attuazione del nuovo Sistema europeo comune di asilo, con deleghe per recepire la direttiva sulle condizioni di accoglienza, adeguare le norme sulle qualifiche e sulle procedure di protezione internazionale e potenziare i sistemi di identificazione e banca dati biometrica previsti dal regolamento EURODAC.
Fonte: Ufficio stampa Consiglio dei Ministri