ROMA – “Sono sindaco di un grande Comune e della Città metropolitana di Roma, ma ogni giorno lavoro fianco a fianco con i sindaci dei piccoli Comuni. Conosco bene le difficoltà che affrontano, ma anche i successi straordinari che riescono a conseguire con dedizione, competenza e un altissimo senso di responsabilità”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri nel suo indirizzo di saluto aprendo la seconda e ultima giornata degli Stati Generali dei Piccoli Comuni in corso al centro congressi “La Nuvola”.
Gualtieri ha sottolineato come nel nostro ordinamento i piccoli Comuni rappresentano circa il 70% del totale e amministrano oltre il 55% del territorio nazionale. Una responsabilità enorme, spesso sproporzionata rispetto alla popolazione residente e alle risorse disponibili. “Questa disparità tra popolazione e ampiezza del territorio, aggravata anche da una trasformazione non sempre felice del ruolo delle Province, ha scaricato ulteriori responsabilità sui Sindaci dei piccoli Comuni, chiamati a colmare vuoti di coordinamento e supporto istituzionale”.
Un quadro complesso e differenziato quello emerso negli Stati Generali. “È giusto – ha proseguito il primo cittadino di Roma – affrontare i problemi, individuare soluzioni, proporre riforme. Ma è altrettanto doveroso valorizzare le molte storie di successo che dimostrano come, anche nei contesti più fragili, si possa realizzare una buona governance e una gestione efficace del territorio.
“I sindaci dei piccoli Comuni – ha detto – conoscono in profondità alcuni dei grandi nodi strutturali del Paese: l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento, la riduzione dei servizi essenziali. Un circolo vizioso che rischia di accelerare il declino se non si interviene con politiche strutturali”.
Evidenziando come il calo demografico non comporta una riduzione proporzionale dei costi ma al contrario, rende più difficile mantenere servizi fondamentali, e la perdita di servizi alimenta ulteriormente lo spopolamento, il sindaco Gualtieri ha poi chiarito che per spezzare questa dinamica non bastano incentivi episodici alla residenza ma “servono investimenti strutturali in infrastrutture digitali, sostegno all’imprenditorialità locale, garanzia dei servizi essenziali con parametri adeguati alla specificità territoriale.
“I Comuni hanno dimostrato, anche nell’attuazione del PNRR, una capacità di messa a terra degli investimenti superiore a quella di molti altri livelli istituzionali. È un patrimonio di competenze di cui dobbiamo essere orgogliosi e che va rafforzato”.
Accanto alle opportunità, resta però il nodo cruciale del personale. Negli ultimi dodici anni i Comuni sotto i 5.000 abitanti hanno registrato un drastico calo di dipendenti; l’età media è elevata e nei prossimi anni è prevista l’uscita di circa la metà dell’attuale organico.
“È indispensabile – secondo il sindaco – intervenire con strategie stabili sul turnover, sulla formazione, sul reclutamento e sulla semplificazione, a partire dal tema dei segretari comunali e delle procedure dedicate ai Comuni più piccoli”.
Le politiche devono essere pensate su scala nazionale, ma declinate in modo differenziato. Anche temi che tradizionalmente associamo alle grandi città, come l’housing, mostrano una rilevanza crescente nei piccoli centri: garantire alloggi accessibili significa attrarre lavoratori, mantenere servizi, sostenere l’economia locale e preservare la coesione sociale. Per Gualtieri “dobbiamo evitare semplificazioni: anche le politiche considerate appannaggio delle grandi aree metropolitane devono essere ripensate e adattate alle realtà più piccole, perché nessuna comunità può essere lasciata sola”.
In ultima analisi, il sindaco di Roma ha rimarcato come ciò che emerge con forza è un principio di unità nella diversità. L’Italia è una sola, fatta di grandi città e piccoli borghi, di aree metropolitane e territori interni. Tutti concorrono allo stesso progetto nazionale.
“Essere sindaci – ha detto – significa assumere una missione civica che va oltre la dimensione politica: è spirito di servizio, dedizione al bene comune, responsabilità verso i cittadini che vedono nel Sindaco il loro primo punto di riferimento.
“Gli Stati Generali dei Piccoli Comuni – ha concluso – hanno mostrato non solo competenza tecnica e capacità di analisi, ma anche uno spirito di comunità autentico: fraternità istituzionale, solidarietà, collaborazione tra territori diversi ma uniti dalla stessa responsabilità. Uniti, possiamo rafforzare il ruolo dei Comuni e garantire che nessun territorio resti indietro”.