ROMA – “I piccoli Comuni sono chiamati ad essere sempre più non semplici beneficiari, ma attuatori consapevoli delle politiche pubbliche. Il messaggio che voglio lasciare e lanciare oggi è molto chiaro: il governo c’è, accompagna, coordina e semplifica. Ma il successo del Pnrr e delle politiche di coesione passa dal lavoro quotidiano dei territori: servono chiarezza, trasparenza e soprattutto leale collaborazione tra amministrazioni centrali e amministrazione periferiche e locali”. Lo ha sottolineato il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione Tommaso Foti in un messaggio di saluto agli Stati generali dei Piccoli Comuni, che si chiudono oggi a Roma. Foti ha ricordato come “i piccoli Comuni hanno dimostrato in questi anni di saper raccogliere questa sfida, il nostro compito è continuare a sostenerli, perché investire nei piccoli comuni significa investire nella coesione nella sostenibilità e nel futuro dell’Italia”.
In questo senso ha rimarcato il successo del Pnrr. “Con il pagamento dell’ottava rata, l’Italia ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti fino a oggi per le prime 8 rate: 366 obiettivi sul 575 complessivi, pari al 63,7% del piano, a fronte di una media europea del 49 per cento. Abbiamo fino ad oggi ricevuto 153,2 miliardi di euro che sono pari al 75% della dotazione complessiva del piano e con la nona rata supereremo l’ottantacinque per 100 della dotazione predetta”.
Il ministro ha poi posto un accento su alcuni progetti, come quello Polis di Poste Italiane, che mira a trasformare circa 7.000 uffici postali, in Comuni con meno di 15.000 abitanti, in hub di servizi digitali, promuovendo la coesione economica e sociale. E il progetto P-P.I.C.C.O.L.I,, dedicato al rafforzamento dei piccoli enti, che è stato sostenuto finanziariamente dal programma complementare di capacità amministrativa 2014-2020 del dipartimento per le politiche di coesione.
“Inoltre, il governo sta affrontando la sfida dello spopolamento e della carenza di servizi nelle aree interne, con il nuovo piano strategico nazionale”, ha spiegato Foti. “Il piano, frutto di un processo condiviso, rappresenta una risposta concreta alla necessità di ascoltare, coinvolgere e sostenere queste aree, riconosciute non più come marginali ma come leve essenziali per la coesione, la sostenibilità e l’innovazione”, ha concluso il ministro.