Con un decreto firmato il 19 dicembre 2025 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 febbraio 2026, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, di concerto con il Ministero dell’Economia, ha definito criteri e modalità di attuazione del Fondo per la sovranità alimentare per le annualità 2025 e 2026.
Il provvedimento mette a disposizione 23,75 milioni di euro l’anno, per un totale di 47,5 milioni nel biennio, destinati a sostenere alcune filiere strategiche del comparto agricolo e zootecnico nazionale. Le risorse sono ripartite tra mais (7,6 milioni), proteine vegetali come legumi e soia (4,75 milioni), frumento tenero (3,8 milioni), orzo (2,85 milioni) e carni bovine, comprese quelle legate alla linea “vacca-vitello” e alle produzioni SQNZ e IGP (4,75 milioni).
L’obiettivo è rafforzare il sistema agricolo e agroalimentare italiano, compensando l’aumento dei costi di produzione e valorizzando i contratti di filiera, che favoriscono l’integrazione tra produttori, trasformatori e operatori commerciali. Gli aiuti sono concessi alle imprese agricole che partecipano a contratti di filiera di durata almeno triennale o che aderiscono a organizzazioni di produttori o consorzi di tutela riconosciuti.
Per le coltivazioni, il contributo è legato all’incremento delle superfici rispetto alla media degli ultimi tre anni e prevede un massimale di 400 euro a ettaro per il mais, 300 per il frumento tenero, 250 per le proteine vegetali e 200 per l’orzo, entro il limite complessivo di 50 ettari. Per il settore zootecnico è previsto un aiuto di 100 euro a capo per i bovini allevati secondo la linea “vacca-vitello” e di 40 euro a capo per le produzioni certificate SQNZ o IGP.
La gestione delle domande e l’erogazione degli aiuti è affidata ad Agea, che opererà nell’ambito del regime “de minimis” e nel rispetto dei massimali previsti dalla normativa europea. Le domande dovranno essere presentate secondo modalità che saranno definite dall’Agenzia entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto.
Il provvedimento aggiorna e sostituisce, per il biennio 2025-2026, le precedenti disposizioni del 2023 e si inserisce nel quadro delle misure nazionali a sostegno della sicurezza degli approvvigionamenti e della competitività delle filiere agroalimentari italiane.
Fonte: Gazzetta Ufficiale