Il nuovo atto di indirizzo per il triennio 2026-2028 definisce il percorso strategico della politica economica italiana. Il documento, che integra gli impegni assunti con la nuova governance economica europea, delinea un approccio prudente ma orientato alla crescita reale del Paese.
Obiettivi macroeconomici e consolidamento
La strategia governativa si muove in uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche. Nonostante le incertezze, il quadro programmatico prevede una traiettoria di crescita del PIL che passerà dallo 0,7% del 2026 allo 0,9% nel 2028. Parallelamente, l’azione del governo mira a un consolidamento costante del rapporto deficit/PIL, atteso al 2,1% nel 2028, in linea con gli obblighi di sostenibilità dei conti pubblici.
L’evoluzione del fisco: dalla sanzione alla compliance digitale
Il cuore della strategia è il superamento del modello di controllo tradizionale a favore della compliance volontaria. L’amministrazione finanziaria — dal Dipartimento delle finanze alle agenzie fiscali — si trasformerà in un apparato data-driven. L’integrazione di sistemi avanzati di intelligenza artificiale, in coerenza con il regolamento europeo, diventerà la leva operativa per:
- profilazione del rischio: utilizzare modelli predittivi per rendere i controlli più mirati e meno invasivi.
- prevenzione degli errori: supportare i contribuenti nella compilazione corretta delle dichiarazioni, riducendo l’evasione involontaria.
- interoperabilità: creare un ecosistema di dati condiviso che minimizzi gli oneri burocratici per cittadini e imprese.
Giustizia tributaria e semplificazione
La digitalizzazione gioca un ruolo cruciale anche nella riduzione del contenzioso. I dati del primo semestre 2025 mostrano una diminuzione del 18% dei nuovi ricorsi in primo grado, confermando l’efficacia delle recenti riforme normative. L’obiettivo del ministero è rendere il sistema tributario più equo, celere e trasparente, riducendo le pendenze attraverso una maggiore accuratezza tecnica negli atti di accertamento e una risoluzione più rapida delle controversie.
Un modello di equità sostenibile
Il tax gap ha già registrato una contrazione strutturale, con una propensione all’evasione — al netto di IMU e accise — ridotta dell’11,7% nel 2022 rispetto al 2019, superando le soglie PNRR. Il triennio 2026-2028 servirà a consolidare questo trend, garantendo che il fisco italiano diventi un volano per la crescita economica, basato su un patto di fiducia e semplificazione tra amministrazione e contribuente.