Il Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il decreto che ripartisce 220 milioni di euro per il 2025 tra i Comuni delle regioni a statuto ordinario, destinati a coprire i maggiori oneri legati all’aumento delle indennità di funzione degli amministratori locali.
Il provvedimento, firmato il 5 febbraio 2026 e registrato dalla Corte dei Conti il 20 marzo, dà attuazione alla normativa introdotta con la legge di bilancio 2022, che ha rideterminato i compensi dei sindaci in rapporto a quelli dei presidenti di Regione, modulandoli in base alla popolazione dei Comuni. Dopo una fase di applicazione graduale, il nuovo sistema è ora pienamente operativo.
Le risorse servono a sostenere gli enti locali nell’adeguamento delle indennità non solo dei sindaci, ma anche di vicesindaci, assessori e presidenti dei consigli comunali, i cui compensi sono collegati a quelli dei primi cittadini.
Il fondo, istituito nel 2019 e progressivamente incrementato negli anni, raggiunge così per il 2025 una dotazione aggiuntiva di 220 milioni di euro. La distribuzione avviene secondo criteri definiti negli allegati tecnici al decreto.
Particolare attenzione è riservata ai piccoli Comuni con meno di 3.000 abitanti, che ricevono risorse ulteriori rispetto a quelle già assegnate in precedenza.
Il decreto stabilisce inoltre che i fondi dovranno essere utilizzati esclusivamente per coprire i maggiori costi derivanti dall’incremento delle indennità. Le somme eventualmente non utilizzate dovranno essere restituite allo Stato. Per il 2025, i contributi sono riconosciuti anche ai Comuni che abbiano scelto di rinunciare, in tutto o in parte, agli aumenti, a condizione che le risorse siano comunque destinate a tali finalità.
Il provvedimento è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Maggiori informazioni nella nota del Dait