Prende slancio il consorzio europeo dedicato ai beni digitali comuni, il Digital Commons EDIC, con nuove adesioni, la nomina di un direttore e l’avvio dei primi progetti operativi. L’iniziativa punta a rafforzare la sovranità digitale dell’Unione europea, sostenendo lo sviluppo di infrastrutture aperte e condivise tra Stati membri.
Istituito nell’ottobre 2025 su impulso di Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia e Lussemburgo, il consorzio si inserisce nel quadro del Decennio digitale europeo e promuove la cooperazione tra Paesi nello sviluppo di soluzioni digitali comuni, con particolare attenzione al software open source e alle infrastrutture digitali condivise.
Cresce intanto la partecipazione: Slovenia, Polonia, Ungheria, Danimarca, Austria, Finlandia e la regione belga delle Fiandre hanno aderito come osservatori, portando a dodici il numero complessivo dei partecipanti. Il consorzio, con sede a Parigi, resta aperto a tutti gli Stati membri.
Sul piano organizzativo, è stata ufficializzata la nomina di Laurent Rojey a direttore del consorzio a partire dal 1° aprile 2026. Rojey guiderà la fase di avvio, definendo il programma di lavoro e favorendo il coordinamento tra istituzioni, imprese e comunità open source. La decisione è stata presa all’unanimità dall’assemblea dei membri fondatori.
Alla guida dell’assemblea dei membri c’è Art de Blaauw, Chief Information Officer del governo olandese, affiancato dai due vicepresidenti: l’italiano Serafino Sorrenti e la tedesca Luise Hölscher.
Tra le prime iniziative figurano una sfida “100 Day Challenge” per lo sviluppo di componenti open source interoperabili e un progetto pilota per un Fondo europeo per le tecnologie sovrane, realizzato in collaborazione con la Sovereign Tech Agency tedesca. L’obiettivo è rafforzare le infrastrutture digitali critiche europee e promuovere un modello di innovazione condivisa.
Ulteriori dettagli sulle attività del consorzio saranno resi noti nelle prossime settimane.
Fonte: Dipartimento per la Trasformazione Digitale