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Corte dei conti: stato di avanzamento del Pnrr negli enti territoriali, tra progressi e differenze regionali

Il referto della Sezione delle autonomie analizza oltre 122 mila progetti finanziati dal Pnrr e dal Pnc affidati agli enti territoriali. Il quadro mostra un avanzamento complessivo significativo, ma con disomogeneità tra territori e una spesa ancora inferiore alla metà del valore degli interventi.

Il nuovo Referto sul Pnrr negli enti territoriali, approvato dalla Corte dei conti, analizza lo stato di attuazione dei progetti finanziati con risorse Pnrr e Pnc sulla base dei dati della piattaforma ReGiS aggiornati al 13 febbraio 2026.

Lo studio prende in esame 122.092 progetti, distribuiti tra 8.382 enti locali, 21 Regioni e Province autonome e 200 enti del Servizio sanitario nazionale, per un valore complessivo di investimenti pari a circa 62,5 miliardi di euro, di cui oltre 48,5 miliardi finanziati dal Pnrr. Il Mezzogiorno concentra il 43,5% delle risorse destinate agli enti territoriali, mentre nel comparto sanitario la quota scende al 37,5%.

A livello di avanzamento, risultano conclusi 51.390 progetti, mentre oltre 70 mila sono ancora in corso e assorbono la parte prevalente dei finanziamenti. Nonostante l’accelerazione della fase finale del Piano, i pagamenti restano inferiori alla metà del valore complessivo degli interventi, sollevando dubbi sulla capacità di rispettare la scadenza del 30 giugno 2026.

Il quadro territoriale evidenzia forti differenze: alcune Regioni del Nord superano il 50% di progetti completati, mentre diverse aree del Centro e del Sud restano su valori più bassi, con la Sicilia al 22,4% e la Puglia al 29,6%. Anche sul fronte finanziario il Centro-Nord mostra performance migliori, con incidenze dei pagamenti superiori al 50% in alcune regioni, contro valori sensibilmente più bassi nel Mezzogiorno.

Il Referto segnala inoltre una tensione tra la logica europea del Pnrr, basata su milestone e target, e l’effettiva realizzazione degli investimenti sul territorio. Pur a fronte di risultati rilevanti sul piano dei trasferimenti europei e del raggiungimento degli obiettivi intermedi, l’avanzamento amministrativo non sempre coincide con quello materiale e finanziario delle opere.

Particolare attenzione è dedicata ai settori delle opere pubbliche, del dissesto idrogeologico, dei rifiuti, della rigenerazione urbana e della sanità, dove emergono criticità soprattutto nella gestione degli investimenti per l’assistenza territoriale e la digitalizzazione.

Nel complesso, la Corte richiama alla cautela sulla reale capacità degli enti territoriali di completare gli interventi nei tempi previsti, anche alla luce dell’ampio ricorso ad anticipazioni finanziarie e del persistente divario tra trasferimenti e pagamenti effettivi.

Delibera n. 11/SEZAUT/2026/FRG [9,811 MB PDF]

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