La direttiva del Ministero dell’Interno del 19 gennaio 2026 richiama le istituzioni coinvolte nel sistema di sicurezza a rafforzare i controlli sui pubblici esercizi, con particolare attenzione alla corrispondenza tra le condizioni autorizzate e quelle effettive di esercizio. Il provvedimento è stato adottato anche alla luce della tragedia avvenuta la notte di Capodanno a Crans Montana, in Svizzera, e si inserisce in un quadro normativo già consolidato che fa riferimento al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) e al D.P.R. 311 del 2001, relativo alla semplificazione dei procedimenti autorizzatori per attività soggette a controllo di pubblica sicurezza.
In questo contesto viene rafforzato il ruolo delle Commissioni comunali di vigilanza, chiamate a svolgere una valutazione sostanziale e dinamica delle condizioni di sicurezza delle strutture, anche in occasione di eventi specifici. La direttiva sottolinea inoltre la necessità di controlli coordinati tra Prefetture, Forze di polizia, Comandi provinciali dei Vigili del fuoco e Polizia locale. La Commissione comunale diventa così uno snodo tecnico-amministrativo tra la funzione autorizzatoria del Comune e il sistema statale di sicurezza pubblica.
Per molte amministrazioni locali ciò potrà comportare una revisione delle modalità di sopralluogo, il rafforzamento dei controlli tecnici e l’introduzione di verifiche successive al rilascio dell’agibilità, oltre a un maggiore coordinamento con gli uffici SUAP e commercio.
L’attenzione posta sulle condizioni reali di esercizio richiama anche i possibili profili di responsabilità: del gestore, in caso di difformità tra attività autorizzata e attività svolta; del tecnico asseveratore, per eventuali dichiarazioni non corrispondenti allo stato dei luoghi; e dell’amministrazione, qualora la vigilanza risulti inadeguata rispetto a situazioni palesemente irregolari.
L’obiettivo della direttiva è rafforzare la dimensione preventiva dei controlli, evitando che irregolarità amministrative possano trasformarsi in situazioni di rischio concreto. Per le Commissioni comunali di vigilanza ciò significa contribuire alle attività ispettive con sopralluoghi puntuali e sistematici, verificando il rispetto delle prescrizioni contenute nei pareri di agibilità e il corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza attiva e passiva. In sostanza, la sicurezza dei luoghi di aggregazione non può basarsi solo sulla regolarità formale della documentazione, ma richiede una vigilanza effettiva, continua e proporzionata ai rischi.
Fonte: Ministero dell’Interno – Uffici Territoriali del Governo.