Rafforzare la concorrenza e migliorare la qualità dei servizi pubblici locali: è questo l’obiettivo della legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025, approvata dal Parlamento e in vigore dal 3 gennaio 2026. Il provvedimento introduce nuove regole di controllo sugli affidamenti, amplia i poteri di vigilanza e definisce sanzioni più incisive in caso di inadempienze.
Una delle principali novità riguarda i servizi pubblici locali: gli enti dovranno valutare in modo puntuale l’andamento della gestione e, in caso di risultati insoddisfacenti imputabili ai gestori, imporre piani correttivi con tempi certi. I piani e gli atti di indirizzo saranno pubblicati dall’ANAC, mentre l’Autorità garante della concorrenza e del mercato monitorerà l’efficacia delle misure, riferendo annualmente a Governo e Parlamento. Sono previste sanzioni per gli enti che non adottano o non pubblicano le relazioni obbligatorie.
Sul fronte della mobilità elettrica, la legge punta a evitare concentrazioni e a favorire il pluralismo degli operatori: i comuni dovranno strutturare le autorizzazioni alle infrastrutture di ricarica privilegiando, a parità di condizioni, i soggetti con una quota inferiore al 40% degli impianti presenti sul territorio.
Interventi rilevanti riguardano anche il trasporto pubblico regionale, ferroviario e su gomma, con l’estensione delle regole di trasparenza e controllo agli affidamenti e l’obbligo per le regioni di comunicare e pubblicare i calendari delle gare fino al 2033. L’Autorità di regolazione dei trasporti adotterà linee guida per migliorare la qualità degli affidamenti.
Il testo interviene inoltre sulla semplificazione per gli aeroporti minori, sull’inasprimento delle sanzioni in materia di cosmetici e biocidi a tutela della salute, e sul trasferimento tecnologico, con il rafforzamento e la ridenominazione della Fondazione Tech e Biomedical e lo stanziamento di risorse fino a 250 milioni di euro.
Nel complesso, la legge mira a rendere più efficienti i servizi, aumentare la trasparenza amministrativa e creare condizioni di mercato più aperte e competitive in settori chiave dell’economia.
Fonte: Gazzetta Ufficiale