Con la legge n. 11 del 19 gennaio 2026, in vigore dal 19 febbraio, il Parlamento ha approvato una riforma organica dei servizi rivolti ai cittadini e alle imprese italiane all’estero. Il provvedimento interviene su cittadinanza, anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), legalizzazione delle firme e disciplina dei passaporti, con l’obiettivo di semplificare le procedure e rendere più efficiente l’azione amministrativa.
Uno dei principali cambiamenti riguarda il riconoscimento della cittadinanza italiana per i maggiorenni residenti all’estero. Le domande non saranno più gestite dai consolati, ma da un apposito ufficio centrale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Le istanze dovranno essere presentate esclusivamente per posta, corredate dalla documentazione in originale e dal pagamento dei diritti previsti. Le comunicazioni con i richiedenti avverranno invece in modalità telematica. Il termine per la conclusione dei procedimenti è fissato in 36 mesi. La nuova disciplina entrerà a regime dal 1° gennaio del terzo anno successivo all’entrata in vigore della legge, con un periodo transitorio e limiti annuali al numero di domande trattabili.
La riforma prevede anche un rafforzamento strutturale del Ministero degli Esteri, con l’aumento della dotazione organica e l’istituzione di nuovi uffici dirigenziali. Sono stanziate risorse dedicate per assunzioni, formazione del personale e funzionamento del nuovo ufficio centrale per la cittadinanza.
Sul fronte anagrafico, l’AIRE viene integrata pienamente nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), superando il sistema frammentato delle anagrafi comunali. Gli adempimenti anagrafici saranno gestiti attraverso un’unica banca dati nazionale, con aggiornamenti più rapidi e un ruolo rafforzato di ISTAT per il censimento permanente degli italiani all’estero. La legge ridefinisce inoltre le categorie di cittadini esclusi o facoltativamente iscritti all’AIRE, chiarendo il quadro normativo.
Il provvedimento interviene anche sulla legalizzazione delle firme, specificando che gli atti formati da autorità estere e destinati a valere in Italia devono essere previamente legalizzati dalle autorità locali competenti, ove richiesto.
Ampio spazio è dedicato infine all’aggiornamento della disciplina sui passaporti e sui documenti validi per l’espatrio. Vengono adeguate le procedure in caso di furto o smarrimento all’estero, aggiornate le caratteristiche del passaporto elettronico e riformato il sistema sanzionatorio. Per la carta d’identità è chiarito che non è valida per l’espatrio nei casi in cui sussistano condizioni che impediscono il rilascio del passaporto, con apposita annotazione sul documento.
Nel complesso, la legge mira a rendere più moderno e coordinato il sistema dei servizi consolari e amministrativi, rispondendo alle esigenze di una comunità di italiani all’estero in costante crescita e sempre più diversificata. Se vuoi, posso anche ridurlo ulteriormente per una versione “da quotidiano” o adattarlo a un pubblico più tecnico o più generalista.
Fonte: Gazzetta Ufficiale