Il Governo stanzia 5 milioni di euro per il 2025 a favore dei Centri per uomini autori di violenza (CUAV). Il decreto, firmato dalla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Maria Roccella il 29 dicembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 febbraio 2026, dispone il riparto delle risorse tra le Regioni per l’istituzione e il potenziamento dei centri dedicati al recupero degli uomini maltrattanti.
Le risorse provengono per un milione di euro dall’incremento del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità previsto dal decreto-legge 104/2020 e per quattro milioni dalla legge di bilancio 2024, che ha rifinanziato l’intervento anche per il 2025. L’obiettivo è rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, in linea con la Convenzione di Istanbul e con il Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2025-2027.
Il riparto tra le Regioni si basa sui dati Istat aggiornati al 1° gennaio 2025 relativi alla popolazione residente e sul numero dei centri attivi comunicati al Dipartimento per le Pari Opportunità. È prevista inoltre una quota minima standard per le Regioni che non abbiano segnalato l’assenza di centri sul territorio. Restano escluse dal calcolo le Province autonome di Trento e Bolzano, che provvedono autonomamente in base al proprio statuto speciale.
Le somme saranno trasferite alle Regioni in un’unica soluzione, previa presentazione di una nota programmatica sulle attività da finanziare. Le risorse dovranno essere utilizzate entro il 2027: in caso contrario è prevista la revoca dei finanziamenti e la loro redistribuzione.
Le Regioni saranno inoltre tenute a presentare una relazione intermedia entro il 30 novembre 2026 e una relazione finale entro il 30 marzo 2028, oltre a garantire il monitoraggio degli interventi e la pubblicità delle iniziative realizzate. L’inosservanza degli obblighi potrà comportare l’esclusione dai successivi riparti del Fondo.
Il provvedimento si inserisce nel percorso di definizione dei requisiti e delle procedure di accreditamento dei CUAV, attualmente in fase transitoria, in attesa del completamento dell’iter previsto dal decreto interministeriale del 22 gennaio 2025.