La Presidenza del Consiglio, attraverso il Dipartimento per le Pari opportunità, ha ridefinito i criteri e le modalità di riparto del Fondo per la formazione personale delle casalinghe e dei casalinghi per il triennio 2023-2025. Il decreto, firmato il 29 dicembre 2025 dalla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Maria Roccella e pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 febbraio 2026, distribuisce alle Regioni le risorse ancora disponibili, pari a 5.748.602,36 euro.
Il Fondo, istituito nel 2020 con una dotazione di 3 milioni di euro annui, finanzia attività formative rivolte a chi svolge lavoro domestico in modo gratuito e senza vincolo di subordinazione, con priorità alle donne iscritte all’assicurazione obbligatoria prevista dalla legge 493 del 1999. Particolare attenzione è riservata all’acquisizione di competenze digitali, considerate fondamentali per favorire l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro e per valorizzare le attività di cura.
Alla luce dei risultati dei precedenti avvisi pubblici, il Governo ha scelto di rafforzare l’efficacia dello strumento, territorializzando maggiormente gli interventi. Le risorse saranno infatti ripartite tra le Regioni secondo i criteri già utilizzati per il Fondo nazionale per le politiche sociali, come stabilito dal decreto interministeriale del 2 aprile 2025. Restano escluse dal riparto le Province autonome di Trento e Bolzano, in base alla normativa vigente.
Per ottenere i fondi, le Regioni dovranno presentare al Dipartimento per le Pari opportunità una richiesta formale corredata da una nota programmatica entro 60 giorni dalla comunicazione di registrazione del decreto. Il trasferimento avverrà in un’unica soluzione entro 30 giorni dall’approvazione del programma.
Le amministrazioni regionali saranno inoltre tenute a consultare l’associazionismo di riferimento e gli altri soggetti coinvolti, a garantire pubblicità agli interventi e a trasmettere una prima relazione entro il 27 marzo 2027 e una relazione finale entro il 30 novembre 2028. Il mancato utilizzo delle risorse entro il 2027 comporterà la revoca dei finanziamenti e l’esclusione da eventuali futuri riparti del Fondo.
Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche per la parità di genere e dell’empowerment femminile, in coerenza con il PNRR, la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 e il nuovo Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne 2025-2027, che individuano nella formazione e nell’autonomia economica strumenti chiave di prevenzione e contrasto delle disuguaglianze.
Leggi il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale